
Sono intercettazioni anche video,
oltreché audio, tra detenuti e i loro difensori quelle
contestate dalla Camera penale di Perugia dopo essere stata
depositate (ma dichiarate non utilizzabili) nell’ambito di
un’indagine per traffico internazionale di droga che coinvolge
una collega dello stesso Foro. “Decine” ha detto il presidente
dell’Organismo forense, l’avvocato Luca Gentili, intervenuto a
Roma all’assemblea straordinaria dell’unione delle Camere penali
italiane.
Gentili ha richiamato un’intervista del difensore della
legale indagata, Alessandro Cannevale, già magistrato e
procuratore capo a Spoleto, che ha riferito di “avere ascoltato
le registrazioni audio-video, quindi senza possibilità di
fraintendimento”. “Il collega impegnato nella difesa
dell’avvocata accusata – ha spiegato – ha parlato di sei legali
che non c’entravano nulla con l’indagine”.
Dall’esame degli atti emersi dopo l’invio di conclusione
delle indagini, sta però emergendo che potrebbero essere una
quarantina i colloqui intercettati di legali e detenuti estranei
al fascicolo per il quale era state autorizzate.
Coinvolgerebbero dai 15 ai 20 avvocati. L’attività di captazione
è andata avanti per circa 6 mesi e gli audio-video durano da
sette-otto minuti a mezz’ora.
“E’ stata scritta un’altra brutta pagina dei rapporti tra
magistratura e avvocatura – ha sottolineato l’avvocato Gentili
-, in cui i principi costituzionali quali il diritto di difesa e
la riservatezza delle comunicazioni tra legale e assistito sono
stati brutalmente calpestati e per altro in un luogo simbolo
come la saletta colloqui del carcere”.
L’Unione delle camere penali ha quindi annunciato uno
sciopero degli avvocati che dall’8 al 12 giugno si asterranno
dalle udienze mentre l’11 si svolgerà una manifestazione
nazionale a Perugia.
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Fonte Ansa.it