
La prima sezione penale della
Corte di Cassazione ha annullato la sentenza di secondo grado a
carico di Paolo Calligaris, che a marzo 2025 era stato
condannato dalla Corte d’Assise d’Appello di Venezia a 16 anni
di reclusione per la morte della compagna Tatiana Tulissi,
uccisa a colpi di pistola a Manzano (Udine) l’11 novembre 2008.
Lo rendono noto gli avvocati difensori di Calligaris, Rino
Battocletti, Alessandro Gamberini e Cristina Salon.
I giudici della Suprema Corte hanno annullato la sentenza
d’appello senza rinvio perché l’imputato “non ha commesso il
fatto”. Per l’imprenditore Paolo Calligaris si tratta della
settima sentenza in una vicenda processuale complessa e nella
quale si è sempre proclamato innocente.
L’11 novembre Tulissi, 37 anni, era rientrata da poco dal
lavoro di impiegata in un’azienda di Percoto (Udine) e stava
prendendo della legna da ardere nel giardino della villa dove
viveva assieme a Calligaris. Fu dapprima tramortita con un corpo
contundente al capo e poi uccisa con tre colpi di pistola
calibro 38, arma mai trovata.
L’iter processuale, fortemente indiziario, a carico di
Calligaris cominciò a Udine, dove nel 2019 fu condannato in
udienza preliminare. Due anni dopo fu assolto dalla Corte
d’Assise d’Appello di Trieste con la formula “perché il fatto
non sussiste”. La sentenza venne definita “coraggiosa” dalla
difesa di Calligaris, ma nel 2022 venne annullata per decisione
della Cassazione, che rinviò il processo all’Assise d’Appello di
Venezia, che il 20 dicembre 2023 confermò i 16 anni di
reclusione. La difesa ricorse nuovamente in Cassazione e il 13
settembre 2024 la sezione presieduta da Rossella Catena annullò
ancora una volta la decisione di secondo grado, rinviando il
processo davanti a un’altra sezione dell’Assise d’Appello di
Venezia, la quale a marzo 2025 condannò l’uomo a 16 anni di
reclusione.
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Fonte Ansa.it