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Battaglia, la destra non deve tornare a devastare Reggio Calabria

“Combattiamo fino alla
fine per non consentire che la nostra amata città ritorni nel
baratro. Non possiamo permettere che la destra torni a devastare
la città. Non possiamo permetterci cinque anni di sperpero, di
danni, specialmente ora che nel 2027 sono certo che il
centrosinistra tornerà alla guida del Paese. Abbiamo bisogno che
Reggio sia allineata alla politica nazionale”. A dirlo il
candidato di centrosinistra a sindaco Reggio Calabria Domenico
Battaglia nel comizio finale della campagna elettorale.
    “Noi – ha aggiunto – abbiamo costruito le radici solide per
potere parlare di futuro in questa città. Oggi c’è chi dice che
dovrebbero venire gli ispettori a controllare eventuali buchi. I
buchi li hanno fatti loro in tanti anni. Sono già venuti gli
ispettori a certificare il buco di bilancio che avevano
lasciato. E questi buchi hanno gravato sulle famiglie, sui
giovani di questa città”.
    Il candidato del centrosinistra ha parlato dei giovani: “Vogliamo farli restare, ma non come atto di coraggio, ma come
scelta libera. Bisogna investire sulla valorizzazione degli
strumenti già esistenti, la Zes, il turismo, la logistica,
l’innovazione digitale, magari avendo le deleghe alla città
metropolitana dalla Regione. Non si fa turismo solo
modernizzando un aeroporto esistente. Servono investimenti
strutturali e non semplici emendamenti. Anche perché già da
questo inverno le rotte internazionali saranno dimezzate,
lasciando solo rotte nazionali che spesso rappresentano mete di
turismo sanitario. Quel turismo provocato da anni e anni di
malasanità ascrivibile al governo regionale nella persona del
suo presidente anche commissario, Roberto Occhiuto. C’è un
linguaggio a Reggio, uno a Catanzaro e uno a Roma. A Reggio c’è
chi dice di amarla e poi a Roma dimentica questo sentimento
quando esce dall’aula codardamente durante il voto per
l’autonomia differenziata. Reggio, sistematicamente tradita dal
governo regionale quando non vengono trasferite le deleghe alla
città metropolitana, calpestata dal governo nazionale quando si
vota a favore del taglio di 18 miliardi per l’alta velocità,
tradita da un presidente di regione che svende la Calabria a
favore delle preintese sull’autonomia differenziata. E
calpestata – ha concluso Battaglia – quando si bloccano i
finanziamenti del Fondo di coesione per un Ponte che non si
costruirà mai”.
   

Riproduzione riservata © Copyright ANSA

Fonte Ansa.it

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