
“Entro la serata dovrebbero essere
in Italia tutti e 27 gli attivisti, ed è un fatto molto
importante. Hanno raccontato che cosa è stata la detenzione, le
torture, la privazione del sonno, dell’acqua, del cibo. Sono
stati incatenati, sono stati tenuti in isolamento per ore.
Siccome l’accordo di cooperazione prevede una clausola molto
semplice, se uno dei due contraenti viola i diritti umani,
quell’accordo non è più valido, a questo punto serve fare quel
passo. Non servono mezzi passi. Serve un passo vero. E il passo
vero è la sospensione dell’accordo di cooperazione”. Lo ha detto
Arturo Scotto, deputato del Partito Democratico, parlando della
situazione attuale di Gaza e Israele a margine della
presentazione del suo libro. “Flotilla. In viaggio per Gaza.
Diario di bordo per una nuova rotta”.
Scotto lo scorso anno ha partecipato alla Global Sumud
Flotilla imbarcandosi sulla nave Karma partita da Genova.
“Ci troviamo di fronte allo slittamento di un Paese – ha
spiegato – che si dice democratico, ma che utilizza metodi di
una dittatura nei confronti di attivisti pacifici. Ho letto che
Tajani finalmente ha detto che vuole fare sanzioni individuali
nei confronti del ministro Ben Gvir. Benissimo, ma non è un
passante, è l’alleato principale di Netanyahu. E per fare una
scelta del genere, bisogna passare dalla porta principale”. Per
il deputato dem “l’Italia deve togliere il veto che blocca 19
paesi europei che vogliono sospendere l’accordo di cooperazione
tra Unione Europea e Israele, e fare in modo che l’Europa
finalmente chiuda questa relazione economica, commerciale,
accademica, culturale, militare con un Paese che ha compiuto un
genocidio. Oggi Tajani dice ‘sono stati violati i più elementari
diritti umani nei confronti degli attivisti’. Fu così anche sei
mesi fa – ha ricordato Scotto – non furono utilizzate le stesse
parole, ma meglio tardi che mai”.
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Fonte Ansa.it