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L’Umbria guarda al Giappone con 100 imprese, un mercato che premia qualità

Si è svolto a Perugia, nella sede
della Camera di commercio dell’Umbria, l’incontro “Oltre i
confini: vendere in Giappone”, una giornata pensata non come il
consueto appuntamento sull’export, ma come un esame di realtà
per le circa 100 imprese partecipanti, che si sono misurate con
un mercato che non compra soltanto il fascino del Made in Italy
e non premia chi arriva senza preparazione.
    L’iniziativa, promossa da Camera di commercio dell’Umbria,
Cna Umbria, Regione Umbria e Sviluppumbria in collaborazione con
Ice – Istituto per il commercio estero Camera di commercio
dell’Umbria e Agenzia delle dogane e dei monopoli, ha avuto il
suo centro nella Country presentation curata da Gianpaolo Bruno,
direttore dell’Ufficio Ice Tokyo.
    Il lavoro – spiega un comunicato della Camera di commercio –
era cominciato il giorno prima dell’incontro pubblico con un
faccia a faccia personalizzato tra alcune imprese e Gianpaolo
Bruno, costruito sui singoli profili imprenditoriali. Il punto
emerso con maggiore forza è che il Made in Italy apre porte, ma
non sostituisce il lavoro necessario per restare sul mercato.
    Nell’agroalimentare pesano norme sanitarie, etichettature,
allergeni, controlli sui residui, catena del freddo e
adeguamento dei materiali. Nei macchinari e nei prodotti tecnici
contano standard, manuali in giapponese, compatibilità, ricambi
e assistenza. Nella moda, nella ceramica e nel design diventa
decisiva la scelta dei canali: department store di fascia alta,
concept store, gallerie, studi di architettura, hospitality,
ristorazione qualificata e buyer specializzati.
    Alla giornata sono intervenuti Federico Sisti, segretario
generale della Camera di commercio dell’Umbria; Luca Ferrucci,
amministratore unico di Sviluppumbria; Francesco Vestrelli,
responsabile Cna Produzione Umbria; Gianpaolo Bruno, direttore
dell’Ufficio Ice Tokyo; Angela Bruno, funzionaria Adm – Agenzia
delle Dogane e dei Monopoli; Sabrina Paolini, responsabile
servizio creazione e sviluppo d’impresa e aiuti di Stato della
Regione Umbria.
    Per Federico Sisti, “l’evento ‘Oltre i confini’, vendere in
Giappone’ è assolutamente importante e anche l’ottima
partecipazione delle imprese lo dimostra. Non si tratta,
peraltro, di un evento spot, ma si inquadra nel forte impegno
della Camera di Commercio dell’Umbria, delle Associazioni di
categoria e delle Istituzioni regionali competenti per
accompagnare le aziende umbre in modo appropriato, informato,
consapevole e con tutte le garanzie, nella loro attività di
export e di ingresso in nuovi mercati. Abbiamo, infatti, già
avuto momenti simili di country presentation di varie aree del
mondo tra cui India, America e Tunisia. È importante, poi, che
queste iniziative avvengano con uno spirito di collaborazione
corale, con l’impulso delle varie Associazioni di categoria.
    Colgo l’occasione per annunciare nuovi appuntamenti che
riguarderanno Sud Corea, Centro Africa e Brasile”.
    Francesco Vestrelli (Cna Umbria) ha spiegato: “Abbiamo voluto
realizzare questa iniziativa per creare nuove opportunità per le
imprese umbre in un momento in cui il nostro export è esposto al
doppio rischio dei dazi statunitensi e del conflitto in Medio
Oriente, che stanno spingendo al ribasso le stime per il 2026.
    La scelta è caduta sul Giappone perché si tratta di un mercato
sofisticato, molto attento ai prodotti di qualità, realizzati
prestando la massima attenzione ai materiali, ai dettagli, alla
cura nell’esecuzione: tutti elementi che possono essere
apprezzati nelle creazioni delle imprese umbre, in particolare
nei settori ‘made in’. In più si tratta di un Paese con il quale
esiste un accordo di libero scambio. Abbiamo riscontrato un
forte interesse da parte delle imprese umbre, che auspichiamo si
concretizzi in autentici rapporti commerciali, sebbene i costi
da sostenere per entrare in un mercato lontano e con standard di
ingresso alti siano maggiori rispetto ad altri”.
    Per Luca Ferrucci, “questa iniziativa rappresenta un esempio
concreto della positiva sinergia tra istituzioni, sistema
camerale, Ice e Associazioni di categoria a sostegno della
crescita internazionale delle imprese umbre. Il percorso avviato
con la partecipazione della Regione Umbria a Expo 2025 Osaka,
realizzata anche grazie alla collaborazione con l’Ufficio Ice di
Tokyo, prosegue ora con azioni operative di accompagnamento
all’export e all’internazionalizzazione verso il mercato
giapponese. La presenza oggi a Perugia del direttore Ice di
Tokyo testimonia la volontà condivisa di consolidare una nuova
modalità di lavoro fondata sulla cooperazione stabile tra
istituzioni e rappresentanze economiche, con l’obiettivo di
creare opportunità concrete per le imprese umbre sui mercati
internazionali”.
    Angela Bruno (Agenzia Dogane e Monopoli, Direzione
territoriale Toscana-Umbria) ha sottolineato che “è importante
che le imprese approfondiscano gli aspetti doganali del
commercio con l’estero o si avvalgano di esperti affidabili, in
modo da identificare correttamente le merci e così dichiarare
correttamente l’origine preferenziale, considerando che il Paese
partner può chiedere eventuali verifiche anche a posteriori”.
    Alle aziende è stato rivolto l’invito a introdurre la
classificazione doganale nelle fatture unitamente alla
descrizione del prodotto e alla dichiarazione di origine, in
modo da evitare errori da parte degli intermediari al momento
delle dichiarazioni di esportazione.
   

Riproduzione riservata © Copyright ANSA

Fonte Ansa.it

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