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Simeoni (Avs), il volontario non è più una cosa scontata

A Caldaro si è svolta la 121/a
Assemblea generale dell’Alpenverein Südtirol (Avs). Il
presidente Georg Simeoni ha tracciato un bilancio sia degli 80
anni di storia dell’Avs sia delle sfide attuali e future
dell’associazione. Accanto a retrospettive, nuove elezioni e
onorificenze, al centro dell’assemblea vi sono stati in
particolare la tutela della natura e dell’ambiente nonché il
volontariato.
    Un ambito di attività centrale dell’Avs resta quello dei rifugi
alpini. Per il periodo 2026-2028 sono previsti importanti
interventi di risanamento al Rifugio Martello e al Rifugio Tre
Scarperi. Nell’anno scorso sono già stati modernizzati dal punto
di vista energetico e igienico il Rifugio Tiefrastenhütte e il
Rifugio Sesvenna, oltre alla creazione di alloggi per il
personale. I costi sono sostenuti dall’associazione nel suo
complesso, con il supporto della Provincia autonoma di Bolzano e
dei contributi di solidarietà di singole sezioni. In
collaborazione con l’ÖAV è stata inoltre risanata la Helmhaus,
nell’ambito di un progetto Interreg, come luogo di incontro.
    Oggi l’Avs conta 37 sezioni, 59 sottosezioni, 11 rifugi e
circa 83.000 soci, un quarto dei quali ha meno di 25 anni.
    «L’impegno volontario purtroppo non è più una cosa scontata», ha
affermato Simeoni, richiamando l’attenzione sull’aumento della
burocrazia e sui cambiamenti sociali. È quindi ancora più
prezioso l’impegno di molti, in particolare di giovani
funzionari e funzionarie che trasmettono a bambini e giovani
valori come il rispetto, la responsabilità e il senso di
comunità.
    Un chiaro punto focale dell’intervento è stato la tutela
della natura e dell’ambiente. Simeoni ha lanciato un monito
deciso contro la progressiva urbanizzazione e
infrastrutturazione del mondo alpino: ampliamenti dei
comprensori sciistici, bacini di accumulo, progetti
infrastrutturali e strade di accesso agli alpeggi minacciano
sempre più gli ultimi spazi incontaminati. Ha citato esempi
concreti come la Città di Pietra, il bacino di accumulo di
grandi dimensioni in progetto in un comprensorio sciistico, i
disboscamenti alla Gallenmahd in Val Martello, il parco eolico
al Passo di Monte Giovo, nonché le discussioni su nuove strade
di accesso e vie d’alpeggio in aree di protezione sensibili. «A
che cosa servono i parchi naturali e le leggi se non vengono
controllati e applicati?», ha chiesto Simeoni, rivolgendo un
appello pressante alla politica affinché la tutela
dell’ambiente, del clima e della natura non vengano sacrificate
a singoli interessi economici. Un Alto Adige cementificato non è
attrattivo – è necessario un cambiamento di mentalità, dal
continuo crescere al conservare e proteggere.
    In questo senso l’Avs cerca anche di essere un modello: molte
sezioni offrono escursioni con l’utilizzo dei mezzi di trasporto
pubblici e inoltre è in programma un progetto per la
contabilizzazione delle emissioni di CO₂ delle attività
dell’Avs. Anche la toponomastica resta una questione importante
per l’associazione; Simeoni ha fatto riferimento a proposte di
nomi già disponibili e a una prima disponibilità al dialogo da
parte politica. Il presidente Arno Kompatscher nella sua replica
ha invitato a una critica costruttiva e al dialogo. La politica
respinge spesso progetti e l’accessibilità delle montagne deve
avere limiti. Resta l’incertezza su possibili usi turistici
delle malghe. Sulla toponomastica promette impegno: dialogo,
tutela dei nomi storici e nessuna invenzione di nuovi toponimi.
   
   

Riproduzione riservata © Copyright ANSA

Fonte Ansa.it

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