
“La guerra mette Trump in una
posizione interessante per quanto riguarda il mantenimento delle
basi americane come quella di Aviano: da una parte è contrariato
dal fatto che gli alleati europei non abbiano sostenuto questa
guerra, e quindi minaccia di trasferire il personale di queste
basi, dall’altra è consapevole della loro importanza. Non ha
ancora conciliato queste due posizioni ed è difficile prevedere
le prossime mosse”. È l’analisi fatta dal giornalista
statunitense David A. Graham, ieri a Udine per il festival
vicino/lontano. Esperto di politica interna, di cui scrive su
The Atlantic, e autore de The Project, incentrato sulla politica
di Trump e sul cosiddetto Project 2025, il programma politico
istituito nel 2022 dall’Heritage Foundation e volto a
trasformare il governo americano.
Graham si è soffermato sulla situazione della stampa
americana: “Ho percepito come ci sia un’atmosfera diversa. Noi
giornalisti siamo stati attaccati verbalmente dal Presidente, e
alcuni di noi sono anche stati aggrediti fisicamente”.
Dalla politica interna a quella estera, Graham nel suo libro
ha tracciato un resoconto sul secondo mandato di Trump: “A
livello di politica interna ci sono questi tentativi di
accelerare il potere – ha specificato – di bypassare il
Congresso, la Corte Suprema, e di assorbire delle agenzie
governative accentrando i poteri. Per quanto riguarda la
politica estera, invece, il quadro è diverso, perché Trump ha
costruito questo antagonismo con gli alleati a livello mondiale.
Ci sono dei chiari segnali della frustrazione dei suoi alleati
per questa politica estera aggressiva”.
Infine, una riflessione, frutto di una ricerca durata anni e
pubblicata in The Project: “Analizzando in maniera approfondita
il progetto – ha concluso Graham – ho capito che era sì una
lista di idee politiche da attuare, ma anche un’agenda molto
profonda su come attuare questo piano e su some forgiare
nuovamente la società americana”.
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Fonte Ansa.it