
– REGGIO CALABRIA, 08 MAG – In un incidente sul lavoro
verificatosi ieri ad Anoia, in provincia di Reggio Calabria, ha
perso la vita un operaio di 46 anni, Fabio Cananzi originario di
Taurianova ma residente a Gioia Tauro.
L’uomo lavorava nell’impresa edile intestata alla moglie e si
trovava al terzo piano di un edificio dove stava eseguendo
alcuni interventi edili e di carpenteria sul tetto.
Improvvisamente sarebbe stato colpito da una lamiera divelta
dal
vento che lo ha fatto precipitare. L’impatto con il suolo è
stato violento e Cananzi è morto sul colpo. Sul posto sono
intervenuti i carabinieri, i vigili del fuoco e i sanitari del
118 che, però, non hanno potuto fare altro che constatare
il
decesso. È stata avvertita la Procura della Repubblica di
Palmi che ha avviato tutti gli accertamenti per ricostruire la
dinamica dell’incidente.
Per la segretaria generale della Uil Calabria Mariaelena
Senese e per il segretario regionale Feneal Uil Giacomo
Maccarone si tratta dell’ennesima morte bianca che “riporta
tragicamente al centro il tema della sicurezza sul lavoro”.
“Ogni morte sul lavoro impone una riflessione che non ammette
scorciatoie né può essere liquidata con la semplice fatalità”
aggiungono i due sindacalisti che ricordano i numeri Inail
elaborati dalla Uil. Numeri secondo i quali “nel 2024 quello
delle costruzioni è stato il settore con il maggior numero di
morti nella Gestione Industria e Servizi in Calabria (5 decessi
su 17, il 29,4% del totale). L’artigianato nel comparto edilizio
concentra il 60% dei morti di tutto il comparto artigiano. Sono
le imprese piccole, i cantieri minori, quelli dove la cultura
della prevenzione fatica a radicarsi e ci sarebbe bisogno di più
controlli”.
“Il problema è strutturale – concludono i due segretari – che
non si risolve con il cordoglio istituzionale ma con più
ispezioni, più prevenzione, più risorse”.
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Fonte Ansa.it