
Attivazione e monitoraggio, ma
anche incompatibilità tra Quota A e assegno di inclusione, oltre
al richiamo al nuovo indicatore “Povertà”, già introdotto
nell’ambito del riordino complessivo della disciplina ICEF, per
l’accesso alla Quota A. Sono queste le principali novità
approvate nell’ultima seduta dalla Giunta provinciale che, su
proposta del vicepresidente e assessore allo sviluppo economico,
lavoro, famiglia, università e ricerca Achille Spinelli, ha dato
il via libera alla disciplina per l’attuazione della Quota A
dell’Assegno Unico Provinciale (AUP) per il periodo 1 luglio
2026 – 30 giugno 2027.
“Abbiamo voluto rendere ancora più centrale il principio
dell’attivazione come condizione per accedere alla Quota A
dell’AUP. Questa misura non deve limitarsi a essere un sostegno
assistenziale, ma diventare uno strumento capace di accompagnare
le persone verso una maggiore autonomia attraverso il lavoro,
fattore decisivo di inclusione sociale e di dignità personale.
L’obiettivo è quindi sostenere ma anche responsabilizzare,
favorendo percorsi concreti di inserimento lavorativo e creando
le condizioni perché ciascuno possa superare una situazione di
fragilità e costruire una prospettiva di stabilità”.
La delibera dettaglia operativamente le linee guida tracciate
con il Decreto del presidente Maurizio Fugatti dello scorso 27
aprile, ed introduce come regola generale per i beneficiari
della Quota A – quota finalizzata a garantire il raggiungimento
di un livello di condizione economica sufficiente al
soddisfacimento di bisogni generali della vita – la necessità di
attivazione lavorativa per tutti i componenti del nucleo
familiare privi di impiego, disoccupati o con contratto di
lavoro inferiore ai sei mesi. Per rendere effettivo questo
principio vengono introdotti strumenti di monitoraggio
dell’obbligo di attivazione. Per i componenti del nucleo
familiare attivabili che omettano di attivarsi per superare la
propria condizione di difficoltà occupazionale, è previsto un
meccanismo di riduzione graduale della Quota A, il cosiddetto “decalage”, pensato per disincentivare tali condotte. Saranno
quindi applicati specifici criteri la cui inosservanza
comporterà la riduzione dell’importo, previo accertamento del
mancato rispetto di un periodo minimo di stato occupazionale e
di una determinata soglia reddituale verificatisi nei 12 mesi
precedenti alla presentazione della domanda. In via transitoria,
il meccanismo del decalage verrà applicato alle domande relative
ai periodi di riferimento successivi a quello decorrente dal 1
luglio 2026 – 30 giugno 2027.
Un’altra novità riguarda l’introduzione dell’incompatibilità
tra la percezione della Quota A e la componente dell’assegno di
inclusione. Si passa infatti dall’attuale criterio di non
cumulabilità a quello generale di incompatibilità tra le due
misure: il percettore dell’assegno di inclusione non potrà
quindi presentare domanda di accesso alla Quota A dell’AUP. La
delibera richiama inoltre il nuovo indicatore “Povertà”
introdotto nella nuova Disciplina dell’indicatore ICEF tra i
criteri per l’accesso alla Quota A dell’AUP. In particolare,
viene fissato a 0,165 il valore richiesto per l’accesso alla
Quota A e vengono introdotti criteri che consentono, nei nuclei
con uno o più soggetti con disabilità appartenenti a determinate
classi di non autosufficienza, di rimodulare l’indicatore in
base al numero dei componenti del nucleo e al grado di
invalidità.
Anche a seguito delle osservazioni emerse nel confronto
sulle nuove misure di condizionalità e sul decalage, la riforma
sarà accompagnata da un attento monitoraggio da parte della
struttura provinciale competente, così da verificarne
l’efficacia e l’impatto sui nuclei familiari interessati. Nulla
cambia invece per le restanti quote dell’AUP – quota B1, B3, C e
C2 – , la cui normativa di riferimento è prorogata al 31
dicembre 2026. mLe domande per l’accesso alla quota A potranno
essere presentate a partire dal 18 maggio 2026 presso gli
sportelli dei Patronati presenti nel territorio provinciale o
presso gli sportelli periferici PAT. E’ garantita la retroattività della quota per tutte le domande presentate entro
il 30 settembre 2026. Le quote B1 (mantenimento figli minori),
B3 ( sostegno alle famiglie con persone invalide), C (sostegno
alla natalità) sono automaticamente prorogate fino a dicembre
2026 senza necessità di presentare alcuna domanda. Resta inteso
che possono essere presentate nuove domande entro il 31 marzo
2027.
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Fonte Ansa.it