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‘La poetica della corrispondenza’ al Padiglione Grenada della Biennale Arte di Venezia

Il Grenada, piccolo stato caraibico,
torna alla Biennale Internazionale d’Arte 2026
che si inaugura a Venezia il 9 maggio, con ‘The Poetics of
Correspondence’- ‘La poetica della Corrispondenza’ per superare
i mali del mondo, un progetto espositivo profondo e polifonico,
curato da Daniele Radini Tedeschi, con commissario Susan Mains,
nominati dal Ministro della Cultura Adrian Thomas.
    Ospitata nello Spazio Berlendis a Cannaregio 6301, la mostra dà
voce a un’arte “curativa” che nasce dalla corrispondenza tra
persone, culture, isole, memorie, correnti di conoscenze e
influssi multietnici che da sempre toccano i mari dei Caraibi.
    L’inaugurazione del Padiglione, a ingresso riservato, è prevista
l’ 8 maggio alle ore 16.30 presso lo spazio espositivo.
    Le opere in mostra incarnano proprio l’etica dell’attenzione,
non proclamano, ma sussurrano, non concludono ma trasportano.
    Prendono forma attraverso il respiro condiviso, il tocco
collettivo, l’incontro prolungato. Formano un coro fra artisti e
comunità, materiali e ambienti, passati e possibili futuri. Sono: “universi intimi e conviviali che rigenerano e sostengono”
come ha detto la curatrice Koyo Kouoh, morta il 10 maggio 2025. La mostra si inserisce perfettamente nel tema della Biennale
2026, ‘In Minor Keys’ che invita ad ascoltare le tonalità “minori” della relazione, dell’intimità e della resistenza, i
toni sommessi, le frequenze più basse “tutti varchi di
improvvisazione verso l’altrove e l’altrimenti”.
    “Nel titolo ‘Poetica della Corrispondenza’ ci sono due parole
chiave, la prima è ‘Poesia’ che chiama il noi, il plurale,
perché nessuna poesia canta l’egoismo. La poetica quindi diventa
lo strumento per superare la solitudine, l’individualità
dilagante; vive aperta alle correlazioni, alla semina del bene,
alla cura verso il prossimo. La ‘Corrispondenza’ invece non
conosce confini, attraversa i muri, viaggia al di là delle
etnie, si flette sinuosa oltre il mondo, tra gli infiniti
universi” spiega Daniele Radini Tedeschi.
    La mostra antepone una visione basata su una nuova “coscienza
planetaria” grazie alla convinzione che l’arte odierna possa
assumere un ruolo di primo piano nel campo sociale.
    “La vita sociale è una lunga corrispondenza”, corrispondere
equivale a “co-divenire”, come sostiene l’intellettuale Tim
Ingold. Attraverso una selezione di artisti nativi e
internazionali legati al Grenada, l’esposizione propone opere
che orientano all’attenzione e alla cura come strumenti per
recuperare una “etica della responsabilità” e opere che trovano
un nuovo senso nella Natura come risorsa.
   

Riproduzione riservata © Copyright ANSA

Fonte Ansa.it

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