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Campomarino per due giorni torna medievale, corteo in costume e Palio delle oche

Corteo in costume nelle stradine del
borgo antico, stand gastronomici con i piatti della tradizione
molisana e gran finale con il Palio delle oche in piazza.
    Campomarino torna per due giorni al medioevo per una
riuscitissima festa popolare che raccoglie cavalieri, dame e
paggetti accompagnati da bande musicali e sbandieratori,
provenienti anche delle regioni vicine come Abruzzo, Puglia e
Basilicata.
    Nel paesino molisano affacciato sul mare si è svolto l’ormai
tradizionale Palio delle oche che contrappone nove contrade
della zona. Le oche sospinte dall’incitamento degli istruttori
delle contrade devono sfidarsi in una corsa divertente che si
conclude all’entrata del borgo antico. Prima del via il corteo
storico ha sfilato in costume accompagnato dal ritmo dei
tamburi. Poi sbandieratori, musici e figuranti nella piazza
principale per un evento legato alle celebrazioni in onore di
San Vincenzo Ferreri. Quest’anno la contrada vincitrice del
Palio di Campomarino è stata “Paese vecchio”.
    Suggestiva la leggenda che ha portato a questo
particolarissimo Palio e che ha come protagoniste proprio un
gruppo di oche selvatiche. Si parte dai feroci eventi che
segnarono la vita degli abitanti di questo piccolo centro alla
fine del XV secolo, negli anni in cui le invasioni turche
costringevano i cittadini a nascondersi nelle proprie
abitazioni. In quelle occasioni tra le vie facevano capolino
soltanto le oche che, per consuetudine, popolavano i cortili
delle case. Si narra che gli Aragonesi, che al tempo governavano
il Regno di Napoli, chiamarono in soccorso gli Albanesi guidati
dal principe Skanderberg, che raggiunse Campomarino con il suo
esercito per scacciare i Turchi. Lo scontro fu brutale, e non
avrebbe lasciato scampo alla popolazione se non fosse accaduto
un evento che si potrebbe definire quasi prodigioso. Percependo
un imminente pericolo, come abili sentinelle, le oche
cominciarono a starnazzare animatamente; tutti gli abitanti si
allertarono e si riversarono per le strade, iniziando a seguire
le oche che si dirigevano verso la Chiesa di Santa Maria a Mare;
una volta giunti lì si rifugiarono nella cripta. Al termine
della battaglia, i Turchi furono scacciati, la popolazione fu
salva e il territorio fu consegnato dagli Aragonesi agli
Albanesi, che lo governarono dando inizio a un periodo di pace e
prosperità.
   

Riproduzione riservata © Copyright ANSA

Fonte Ansa.it

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