
A Castel Ritaldi, in provincia di
Perugia, la Liberazione quest’anno si celebra il 26 e nasce la
polemica. “Quanto annunciato dal Comune per la celebrazione del
25 aprile – commenta la deputata M5s, Emma Pavanelli – appare
una scelta inopportuna, che finisce per snaturare il significato
autentico della ricorrenza. Spostare le celebrazioni al 26
aprile non è un dettaglio organizzativo, ma un segnale chiaro
per indebolire il valore simbolico di una data fondativa per la
nostra democrazia”.
“Non è una data qualsiasi – aggiunge – né uno spazio da
riempire con iniziative eterogenee: è il giorno che segna la
fine del fascismo e l’inizio del percorso che ha portato alla
nascita della Repubblica e della Costituzione. Proprio per
questo dovrebbe richiedere coerenza e rispetto istituzionale.
Purtroppo siamo ormai abituati a scelte di questo tipo:
tentativi, più o meno espliciti, di depotenziare il valore del
25 aprile, spesso provenienti da esponenti di centrodestra”.
Solo motivi organizzativi, “per coinvolgere la nostra banda
musicale e i bambini che ne fanno parte”, replica la sindaca di
Castel Ritaldi, Elisa Sabbatini. “Con la nostra banda noi
facciamo tutte le celebrazioni – spiega la sindaca all’ANSA – e
volevamo coinvolgere i bambini della banda anche in questa
occasione. E’ opportuno far vivere anche a loro questi eventi,
per avvicinarli alle nostre radici e alle nostre tradizioni. Per
noi la banda è fondamentale e non tutti i ragazzi il 25 potevano
essere presenti”. “Noi – ha spiegato ancora – spesso celebriamo
gli eventi in date non perfettamente coincidenti con quelle
ufficiali, perché siamo un piccolo comune e riteniamo importante
anche la presenza di autorità, forze dell’ordine, esercito, che
potrebbero essere impegnati altrove. Domenica 26 alle nostre
celebrazioni per la Liberazione, è infatti atteso anche il
questore di Perugia”. “E’ una polemica inutile – aggiunge la
sindaca – l’importante è che si riconosca e si celebri la
commemorazione, come è giusto che sia”.
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Fonte Ansa.it