
Nel centrosinistra lucano “occorrono partiti funzionanti per perseguire e realizzare un
disegno vincente e, allo stato delle cose in Basilicata, occorre
che il Pd che abbia immediatamente una direzione politica ed un
segretario affidabilissimi”. E’ la conclusione di una
riflessione dell’ex presidente della Regione Basilicata (dal
1990 al 1995) ed ex parlamentare Tonio Boccia. Dallo scorso mese
di giugno, il Pd lucano ha un commissario, il senatore Daniele
Manca.
“L’interesse e la speranza di vedere la Basilicata riprendere
la strada dello sviluppo autopropulsivo – scrive nell’incipit
del suo lungo intervento – mi induce a rendere pubbliche alcune
considerazioni. Da noi non esistono i partiti. La pochissima
dialettica politica, anche quella necessaria tra maggioranza ed
opposizione, è delegata alle presenze nelle istituzioni. Ma il
confronto istituzionale è altra cosa rispetto a quello tra i
partiti”.
In riferimento alla situazione del Pd lucano, Boccia mette in
evidenza che “il Congresso regionale non viene convocato perché
la Schlein così desidera. Magari fino alle elezioni politiche
per poter imporre propri candidati, meglio se napoletani o
romagnoli e, comunque, scelti da lei. Quindi tutto fermo. Si
prepara una sceneggiata come alle ultime elezioni regionali
quando, pur di fronte alla candidatura di Angelo Chiorazzo
(molto probabilmente vincente) ci ha condannati ad altri cinque
anni di depressione. Così come alle ultime elezioni politiche ci
ha privato, con un candidato esterno, della rappresentanza in
Parlamento. Il punto, allora è questo! Perchè tenere fermo il
partito? Perchè gli iscritti del Pd accettano questo stato di
cose? Si dice perchè i capetti locali sperano, ciascuno di essi
di essere scelto da Roma. Ma, se pure fosse vero, che bisogno ha
la Schlein di tenere fermo il partito? Potrebbe benissimo fare
quello che vuole come alle regionali. Tra l’altro il Pd fermo e
senza un segretario affidabile impedisce anche la definizione
dell’assetto nel centrosinistra. Questa, in sostanza, è la cosa
che più ancora mi interessa. Se, infatti, si cristallizza
l’attuale disposizione alle Politiche, si corre il rischio di
tenerci il centrodestra fino alla normale scadenza e persino di
perdere anche le prossime elezioni regionali”, in programma in
Basilicata nel 2029.
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Fonte Ansa.it