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Caro carburante, sindacati chiedono modifica turni di lavoro

Superamento dei turni spezzati e
introduzione di turni continuativi e organizzazione degli orari
che tenga conto delle distanze reali tra residenza e luogo di
lavoro: sono alcune delle richieste avanzate dai sindacati alle
aziende della grande distribuzione organizzata, chiedendo
l’apertura di un confronto urgente sull’organizzazione del
lavoro e sulla gestione della mobilità del personale alla luce
dell’aumento del costo dei carburanti. Aumento che, sottolineano
le organizzazioni in una nota, “sta colpendo in modo trasversale
migliaia di lavoratrici e lavoratori calabresi, in particolare
quelli dei settori a basso salario: commercio, turismo, servizi,
appalti”.
    Filcams Cgil Calabria, Fisascat Cisl Calabria e Uiltucs Uil
Calabria hanno deciso quindi di intervenire nei confronti delle
aziende . “Non siamo di fronte a un’emergenza temporanea –
spiegano le organizzazioni sindacali – ma a una condizione ormai
strutturale che rischia di svuotare di senso il lavoro stesso.
    Se una parte crescente del salario viene assorbita dai costi per
raggiungere il posto di lavoro, siamo di fronte a un problema
che riguarda la dignità del lavoro e la sua sostenibilità”.
    “I turni spezzati – sottolineano i sindacati – rappresentano
oggi una delle principali distorsioni: moltiplicano gli
spostamenti quotidiani, aumentano i costi individuali e
scaricano sui lavoratori inefficienze organizzative che
dovrebbero essere in capo alle aziende. In molti casi le pause
non sono tempo utile, ma permanenze forzate lontano da casa,
senza servizi e con ulteriori spese”.
    Per questo, i sindacati, oltre al superamento dello spezzato
e all’organizzazione degli orari, chiedono “riduzione degli
spostamenti tra punti vendita, limitandoli a situazioni
realmente necessarie e territorialmente sostenibili;
introduzione di misure economiche di compensazione, come bonus
carburante e indennità per le condizioni più gravose; maggiore
coerenza tra turnazioni e servizi di trasporto pubblico, oggi
largamente insufficienti”.
    “Il messaggio – concludono Filcams, Fisascat e Uiltucs
Calabria – è chiaro: non è più accettabile che il costo
dell’organizzazione del lavoro venga scaricato interamente su
lavoratrici e lavoratori. In Calabria, più che altrove, questo
tema riguarda la tenuta sociale complessiva. Serve un’assunzione
di responsabilità immediata da parte delle aziende”.
   

Riproduzione riservata © Copyright ANSA

Fonte Ansa.it

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