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Cgil Bologna, ‘non può esserci impunità sulla strage di Suviana, serve la verità’

“Non può esserci impunità perché
non si raccolgono le prove, questo è inaccettabile”. A due anni
dalla strage sotterranea della centrale idroelettrica di Enel
Green Power, a Bargi, sul lago di Suviana, in cui persero la
vita sette lavoratori, e altri sei rimasero feriti, la Cgil di
Bologna ricorda quella tragedia e chiede alle istituzioni e alla
Procura di accelerare i tempi perché vengano svuotati dall’acqua
gli ultimi tre piani della struttura, dal -7 al -9, e si arrivi
in fretta alla verità. Cinque, al momento, gli indagati, tre di Enel e due di
società esterne, che rispondono di disastro colposo, omicidio
colposo sul lavoro plurimo e lesioni colpose sul lavoro. Il via
libera a poter bonificare i piani dal -7 in poi, che
consentirebbe di proseguire con le indagini, spetta al Tavolo
amministrativo composto da vigili del fuoco, Ausl, Arpae e
Regione, che devono verificare se sussistono tutti i parametri
per poter agire in sicurezza. La Procura ha chiesto quindi di
stilare un cronoprogramma degli interventi futuri, indicando i
tempi, per capire se è possibile procedere ed eventualmente
come. Una risposta dovrebbe arrivare entro la fine del mese.
    “Bisogna arrivare presto alla verità – ha detto il segretario
della Cgil di Bologna, Michele Bulagarelli -. La fragilità di
quel territorio è aggravata dal disimpegno di Enel. La centrale
è chiusa da due anni”. Stefania Pisani, segretaria generale
della Filctem-Cgil di Bologna, ha aggiunto che “negli ultimi
piani c’è la prova provata di quanto è accaduto. Noi ci troviamo
di fronte a un sistema di centrali idroelettriche che sono degli
anni ’70 e ’80 che andranno tutte quante a manutenzione. Sapere
che cosa è successo ci consente di capire come evitare che si
possa ripetere”.
    Secondo Simone Selmi, della Fiom-Cgil, “a distanza di due
anni siamo al giorno dopo la strage. Enel e le istituzioni
facciano uno sforzo per potere accedere alle prove. I soldi per
svuotare il bacino ci sono, bisogna tirarli fuori”. La Cgil si
costituirà parte civile nell’eventuale processo. “Il dialogo con
la Procura c’è, ma al momento siamo spettatori. Però il
sindacato non è uno spettatore silente. Il tavolo tecnico dia
tempi certi per accedere ai luoghi. Chiunque si immerge dovrà
farlo in sicurezza, quindi presto e bene”, ha detto l’avvocato
Andrea Ronchi.
   

Riproduzione riservata © Copyright ANSA

Fonte Ansa.it

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