
“In Alto Adige, nella stagione
2023/2024, il settore degli impianti di risalita ha generato
circa 2,7 miliardi di euro di spesa turistica”: è uno dei dati
ufficializzati da Helmut Sartori, presidente dell’Associazione
provinciali degli esercenti funiviari, nel corso del 15/o
convegno riservato agli operatori del settore.
Lo stesso Sartori ha ricordato che “in altre regioni alpine
italiane la spesa turistica si è attestata a circa 882 milioni
di euro”. Del giro d’affari beneficia il bilancio pubblico:
nelle casse della Provincia sono affluiti 280 milioni di euro
di gettito fiscale nel solo periodo citato.
“Ogni milione di euro di entrate per gli impianti di risalita
genera una spesa turistica locale pari a 5,63 milioni di euro e
un fatturato complessivo di 9,36 milioni di euro (valore della
produzione locale), contribuendo per 4,53 milioni di euro al
valore aggiunto della provincia”, ha precisato il presidente.
Con la propria offerta, l’Euregio (Tirolo-Alto
Adige-Trentino) copre il 60% del mercato del turismo invernale
nelle Alpi. Solo nel 2023 in Alto Adige sono stati investiti 161
milioni di euro in nuove tecnologie, che sono anche sostenibili
ed efficienti dal punto di vista energetico: “Se si suddividono i dati per singolo sciatore, l’innevamento
artificiale genera 150 g di Co2 per giornata-sciatore,
equivalenti a circa 1 km percorso con un’auto diesel”, ha
sottolineato il presidente.
Sartori ha citato anche il dato provvisorio degli arrivi
dello scorso dicembre: 780.665, in crescita del 6,5% rispetto
allo stesso mese dell’anno precedente. Il numero dei
pernottamenti è salito del 7,5% superano quota 2,921 milioni. E
l’Istituto provinciale di statistica iha registrato in gennaio
altri 733.038 arrivi con 3.400.190 pernottamenti: in entrambi i
casi gli aumenti sono stati dell’1,6%.
Gli ospiti diventano sempre più internazionali, anche se in
Alto Adige, durante i mesi invernali, quelli italiani e tedeschi
continuano a rappresentare la quota maggiore, con circa il 37%
di arrivi nazionali e il 32% tedeschi.
Con il cambiamento climatico che “è ormai una realtà con cui
il settore degli impianti di risalita deve confrontarsi”, la “sostenibilità rappresenta da tempo un fattore competitivo
essenziale”: “Il turismo invernale, come ogni attività
economica, genera emissioni di Co2 – ha ammesso Sartori – ma
solo il 6% delle emissioni causate dal turismo invernale è
attribuibile al funzionamento del comprensorio sciistico”.
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Fonte Ansa.it