
Un’ottantina di opere tra dipinti,
sculture, ceramiche e grafica per ricordare “Un altro Futurismo.
L’avanguardia degli anni Venti e Trenta e il dialogo con la
Liguria”, titolo della mostra curata da Simona Bartolena,
ospitata a Palazzo della Meridiana (dal 19 marzo al 12 luglio
2026). Un percorso che approfondisce il “secondo Futurismo”, la
stagione espressiva successiva alla fondazione del movimento da
parte di Filippo Tommaso Marinetti.
L’esposizione, realizzata in collaborazione con la
Wolfsoniana, la Gam di Genova e il Museo Campari, ripercorre
questa avanguardia e il suo profondo radicamento nel territorio
ligure, con opere di artisti quali Balla, Depero, Prampolini e
un giovane Bruno Munari. “Questa mostra mette in luce alcuni
aspetti sorprendenti e meno noti – ha spiegato la curatrice
Simona Bartolena – quali la capillare diffusione nella penisola
e la capacità di radicarsi nei singoli territori”.
Il focus sulla Liguria celebra il ruolo di Genova, definita
da Marinetti nel 1915 “città futurista per eccellenza”, e i
distretti di Savona, Albisola e La Spezia. “La mostra conferma
l’impegno nel valorizzare momenti cruciali dell’arte italiana –
ha affermato il presidente dell’Associazione Davide Viziano –
offrendo al pubblico nuove chiavi di lettura su un movimento
ancora attuale”.
Tra le sezioni principali figurano l’aeropittura e “Un
universo futurista”, dedicata all’influenza del movimento su
moda, pubblicità e musica, inclusi gli storici “Intonarumori” di
Russolo. “Sarà un viaggio dedicato al movimento creato da
Marinetti – ha commentato il vicepresidente della Regione
Liguria Simona Ferro – con un focus sulle diverse sfaccettature
e sui legami che ha avuto con il nostro territorio”.
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Fonte Ansa.it