
Artisti con sensibilità “green”
come Niccolò Fabi, Eugenio Finardi, Irene Grandi, Motta,
Bandabardò, Enzo Avitabile, Davide Ambrogio, Canzoniere
Grecanico Salentino e Zé Ibarra saranno i protagonisti della
terza edizione di ‘Romagna in fiore’, la rassegna musicale di
Ravenna Festival nata nel 2024 per sostenere i territori colpiti
dall’alluvione del maggio 2023.
Realizzato con il sostegno della Regione Emilia-Romagna, in
collaborazione con Ater Fondazione e sponsor privati, quello che
è un vero e proprio festival nel festival, propone nove
appuntamenti pomeridiani nei quattro fine settimana dall’1 al 24
maggio, in otto località romagnole con una tappa anche nel
bolognese: a Modigliana, nella foresta di Montebello, a Castel
Raniero di Faenza, al Parco urbano Franco Agosto di Forlì e alla
Torraccia di Ravenna e nelle nuove località della Torre di
Fornione a Fontanelice, il parco fluviale di Santa Sofia, i
giardini della Rocca di Bertinoro, l’Arena delle Balle di paglia
di Cotignola e Ca’ Carnè a Brisighella.
“All’indomani delle devastanti alluvioni che colpirono il
territorio romagnolo, con Ravenna Festival decidemmo di fare un
percorso al contrario di quello che aveva fatto l’acqua, partita
dalle colline e arrivata nel comune di Ravenna – ha spiegato il
presidente di Regione Michele de Pascale – Risalire cioè lungo i
corsi d’acqua e rincontrare questi luoghi, portando cultura,
bellezza, arte e anche un’idea di fruirne in una modalità nuova,
diversa, in un momento nel quale ce n’era particolarmente
bisogno. Questa cosa ha avuto un successo straordinario”.
“La rassegna si distingue per l’attenzione alla sostenibilità
ambientale, al contrasto al cambiamento climatico – hanno
aggiunto in conferenza stampa il sovrintendente di Ravenna
Festival Antonio De Rosa e il curatore Franco Masotti – per il
forte legame con i territori e per l’accessibilità, pagando per
ogni concerto il prezzo simbolico di 5 euro. Tutti gli
spettacoli si svolgeranno infatti all’aperto, in luoghi
raggiungibili a piedi o in bicicletta, senza palchi impattanti
né luci artificiali”.
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Fonte Ansa.it