
I venti di crisi dentro il campo
largo sardo per le nomine alle Asl, con gli assessori
democratici che hanno disertato per due volte la giunta,
sembrano affievolirsi dopo la direzione regionale del Pd a
Oristano che questa sera ha approvato la linea del segretario
regionale Silvio Lai che ha ribadito che non c’è stato uno
strappo politico con la presidente Alessandra Todde e M5s.
“Noi non stiamo provocando una crisi, perché sarebbe
irresponsabile. Il giorno che sarà necessario aprire una crisi
lo faremo dichiarandolo. Quello che serve, quello che stiamo
chiedendo è un confronto serio – ha detto Lai nella sua
relazione -. La presidente Todde ha detto che bisogna difendere
il campo progressista e restare coerenti al programma
elettorale. Io condivido questa affermazione. Difendere il campo
progressista è un dovere e noi ne siamo convinti, siamo noi che
siamo unitari in tutta la Sardegna, anche testardamente. Ma
difenderlo non significa evitare le discussioni. Significa farle
bene”. Poi una mano tesa alla governatrice e al suo partito: “non esiste un problema di compatibilità tra PD e M5S, né tra il
PD e i sindaci di altre forze politiche, nè tra il PD e gli
altri partiti della coalizione”, E sulla questione delle nomine
ribadisce: “Noi non abbiamo mai posto questioni di appartenenza.
Abbiamo posto questioni di coerenza con le sentenze e di
professionalità adeguate”.
Insomma dalla direzione dem emerge “la piena volontà di
difendere e rafforzare il campo largo e progressista, nato in
Sardegna e oggi esperienza positiva in molte città dell’isola,
da Cagliari a Sassari, da Nuoro ad Alghero con sindaci
differenti per appartenenza e proposta politica”. Ma –
sottolineano i dem. “la coesione della coalizione richiede
reciprocità, confronto preventivo e piena collegialità nelle
decisioni, come da regole istituzionali oltre che politiche”.
Quindi il Pd chiede agli alleati, dopo due anni di
legislatura, un confronto serrato per “un bilancio di metà
mandato sui risultati importanti che si sono raggiunti come su
quelli ancora da raggiungere nei prossimi tre anni”. Un
confronto anche in vista delle prossime amministrative a Tempio
Pausania Porto Torres, a Quartu Sant’Elena nel 2026 e, nel 2027 Carbonia, Oristano e Olbia.
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