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Agricoltura, monsignor Dal Cin ‘investiamo sulla terra e non sulle armi’

“È necessario puntare su ciò che
davvero garantisce redditività e che resta il cuore del nostro
territorio: il grano duro e le culture tipiche di questa
regione”. Le parole dell’arcivescovo prelato di Loreto e
delegato Pontificio per la Basilica della Santa Casa, monsignor
Fabio Dal Cin, nel suo intervento alla riunione
dell’Osservatorio regionale sulle politiche agricole tenuta oggi
a Loreto (Ancona) che ha concluso con un richiamo: “investiamo
sulla terra, non sulle armi. Sostenere l’agricoltura significa
scegliere la vita, il pane e la condivisione”.
    “Sono queste che sfamano, – ha aggiunto – ma che rendono
unico il nostro paesaggio. Non possono essere sostituite da
altre colture improbabili, dettate solo dalle mode del momento”.
    Dal Cin ha sottolineato “lo storico legame tra questo Santuario
e la terra, incarnato da un’azienda agricola che, da secoli,
genera occupazione e garantisce sostentamento sul territorio”.
    “La Chiesa – ha detto l’arcivescovo prelato di Loreto –
incoraggia questo dialogo sincero e costruttivo, perché il
futuro dell’agricoltura nelle Marche è il futuro della nostra
stessa identità e del benessere dei nostri cittadini. Questa
Delegazione Pontifica fa sue le sfide concrete di cui si discute
in questo Osservatorio Regionale sull’Agricoltura”. La
programmazione verso il 2034 ha evidenziato monsignor Dal Cin “impone una strategia lungimirante per delineare misure concrete
da adottare”; “è necessario aiutare chi veramente coltiva la
terra” e attrarre giovani con adeguati incentivi.
    Poi il riferimento alle tensioni geopolitiche internazionali
nel richiamo profetico: “Aratri, non armi”: “in questo contesto
– ha detto – , penso alla potente visone che ebbe il Profeta
Isaia: ‘forgeranno le loro spade e ne faranno aratri, delle loro
lance faranno falci”; “questa non è solo una promessa di pace
futura, ma è un chiaro appello alla nostra conversione nel
presente. Si tratta di convertire le risorse destinate alla
distruzione e alla morte in strumenti di vita e di lavoro”.
   
   

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Fonte Ansa.it

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