
“Da 44 sedi di guardia medica
si arriva a 16 in Molise. Il decreto del Commissario ad Acta
9/2026 ha deciso il futuro sanitario senza nemmeno chiedere il
parere di chi questo territorio lo amministra ogni giorno.
Casacalenda, da sempre con medico di guardia,, improvvisamente
non esiste più. Sparita dalle mappe, cancellata con un tratto di
penna da qualche tecnocrate che forse non saprebbe nemmeno
trovarci su una cartina”. E’ lo sfogo della sindaca Sabrina
Lallitto che, insieme ad altri sindaci, annuncia iniziative e
mobilitazione.
“Dal 1° aprile 2026 – aggiunge Lallitto – la nostra sede di
Continuità Assistenziale entra in un limbo kafkiano. Incarichi
precari trimestrali perché pianificare è troppo impegnativo,
massimo 24 ore settimanali quando servirebbero il doppio,
nessuna di quelle indennità che hanno invece le sedi ‘premiate’
con 13,62 € l’ora. E poi la clausola ghigliottina: se non
copriamo l’80% dei turni, chiudono tutto. Ci hanno messo nelle
condizioni di fallire per poter dire: vedete, non funzionava.
Gli altri presidi? In modalità sopravvivenza fino alla chiusura
programmata”.
La sindaca di Casacalenda, circa 1800 abitanti, continua: “Questo decreto non è una riorganizzazione. È un abbandono
mascherato da efficientamento. E noi e tutti gli altri comuni a
cui hanno deciso di chiudere le guardie mediche, non staremo
zitti. Perché amministrare un’area interna non significa gestire
un residuo. Significa servire una comunità che ha gli stessi
identici diritti di chi vive in città. E se qualcuno a Roma se
lo è dimenticato, glielo ricorderemo”.
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Fonte Ansa.it