
Va a prendere l’eroina in un
nascondiglio che si era ricavato tra le radici di un albero, in
una boscaglia in via del Carmine, ad Ancona, e trova appostati i
carabinieri in borghese. A nulla è servita la fuga, prima tra i
rovi e poi attraverso la statale Adriatica 16, di un 33enne di
origine tunisina residente a Falconara Marittima (Ancona).
L’uomo è stato arrestato ieri pomeriggio per detenzione di
sostanze stupefacenti ai fini dello spaccio e resistenza a
pubblico ufficiale, dai carabinieri della Tenenza di Falconara.
Il 33enne è stato visto dai militari, che lo pedinavano, in
sella a una bicicletta elettrica. Si è diretto verso un anfratto
dove ha tirato fuori un barattolo di vetro con all’interno 65
grammi di eroina da cui aveva ricavato 26 dosi.
I carabinieri sono usciti allo scoperto e gli hanno intimato
di fermarsi. Il 33enne ha gettato via il barattolo, poi
recuperato dai militari, e ha iniziato a correre. Prima che
venisse ammanettato ha provato a colpire i carabinieri che lo
tenevano fermo per i polsi. Portato in caserma è stato rinchiuso
in una cella di sicurezza.
I militari sono andati a casa sua, dove risiede con la
moglie: hanno perquisito l’abitazione trovando quasi 600 euro di
denaro in contanti, in parte dentro una scatola di medicine e
l’altra nel portafoglio del 33enne.
Questa mattina in tribunale l’arresto è stato convalidato con
l’obbligo di dimora a Falconara. Il 33enne, difeso dall’avvocato
Sonia Pernini, ha ammesso davanti al giudice che la droga era
sua ed era per lo spaccio e ha spiegato di essere fuggito per
paura perché non sapeva chi fossero quelle persone che lo
inseguivano visto che non erano in divisa.
Quello di domenica è il terzo arresto in sei mesi per lui,
irregolare sul territorio italiano perché in attesa di un
permesso di soggiorno per cui ha avviato solo le pratiche. Nelle
due volte precedenti è finito in manette per resistenza a
pubblico ufficiale e per detenzione di sostanze stupefacenti.
Riproduzione riservata © Copyright ANSA
Fonte Ansa.it