
(di Enzo Luongo) L’attesa era talmente tanta che
quando, qualche giorno fa, dopo anni di stop, c’è stata la
parziale riattivazione della linea ferroviaria in Molise, il
passaggio del primo treno è stato festeggiato con la banda e i
fuochi d’artificio. E’ accaduto a Carpinone, piccolo centro a
poca distanza da Isernia (da qui parte anche la storica linea
Carpinone-Sulmona). La riapertura della linea che consente di
collegare la regione a Roma e Napoli è stata anche celebrata in
pompa magna con una cerimonia alla presenza di tutte le autorità
località nella stazione di Bojano, luogo che, dalla metà di
questo mese, è diventato il nuovo ‘hub’ regionale dei treni.
Sì, perché i lavori di elettrificazione della rete, per ora,
sono completati solo fino a Bojano, centro che dista 24
chilometri da Campobasso. Ed è qui che cominciano i problemi
veri: il cantiere su quest’ultimo tratto sembra essere un
cantiere eterno e così Campobasso è destinata a restare ancora
per alcuni anni l’unico capoluogo di regione in Italia senza
treni e con la stazione chiusa, stazione che oggi è di fatto un
luogo fantasma rispetto al passato, quando era uno dei luoghi
più vivi e frequentati della città. Tutto per una serie di
imprevisti durante i lavori di elettrificazione che hanno visto
moltiplicare i costi e allungare i tempi di riapertura: secondo
gli ultimi annunci non dovrebbero terminare prima della fine del
2028.
Così Campobasso si avvia a battere un record in negativo:
quasi un decennio senza treni, considerato che la stazione
cittadina è chiusa dal 2020. Chi dal capoluogo molisano deve
andare a Roma o Napoli deve prendere prima un bus sostitutivo o
utilizzare la macchina fino a Bojano per poi salire sul treno.
La vicenda è ora finita anche in Parlamento perché il deputato
del Movimento 5 Stelle Agostino Santillo ha presentato
un’interrogazione alla Camera.
L’atto parlamentare evidenzia divergenze tra le affermazioni
rese da Rfi in audizione regionale, quando si parlò di due
gallerie crollate e della necessità di utilizzare una Tbm, una
particolare macchina per lo scavo in gallerie, e quanto invece
riportato nella risposta ministeriale del febbraio 2025, che
riconduceva tutto a un’unica galleria e negava il ricorso al
macchinario Tbm, attribuendo il problema a un evento imprevisto.
“Un passaggio centrale dell’interrogazione – evidenzia il
consigliere regionale 5 Stelle Roberto Gravina – riguarda la
possibilità di anticipare la data di riapertura della stazione
di Campobasso. Il ministero deve dire chiaramente se esistono
gli strumenti e le risorse per riaprire prima del 2028”.
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Fonte Ansa.it