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Il 90% dei Comuni altoatesini vantano un piano delle zone di pericolo

I Comuni altoatesini continuano a
lavorare alla redazione dei piani delle zone di pericolo: la
Giunta provinciale di Bolzano ha approvato il piano delle zone
di pericolo del Comune di San Leonardo in Passiria. Ora 105 dei
116 comuni altoatesini, ovvero il 90%, dispongono di un piano
valido.
    “Il piano delle zone di pericolo è uno strumento importante
per la pianificazione territoriale e un presupposto fondamentale
per poter pianificare in modo sicuro e corretto lo sviluppo
insediativo di un Comune nel lungo periodo”, sottolinea
l’assessore provinciale, alla Protezione dell’ambiente, della
natura e del clima e allo Sviluppo del territorio Peter Brunner.
    “Esso promuove un uso attento del territorio e del suolo e la
sensibilizzazione dei cittadini ai pericoli naturali”.
    L’elaborazione del piano delle zone di pericolo avviene in
più fasi, che si concludono con l’approvazione del piano da
parte del Consiglio comunale e, successivamente, da parte della
Giunta provinciale. Come precisa la direttrice dell’Ufficio
provinciale Pianificazione paesaggistica e comunale Carlotta
Polo, i piani delle zone di pericolo degli undici Comuni ancora
in sospeso sono in fase di revisione o approvazione: in sei
Comuni è in corso la verifica tecnica dei piani delle zone di
pericolo da parte degli uffici competenti, mentre in altri
cinque Comuni sono ancora in fase di approvazione.
    Il piano delle zone di pericolo di San Leonardo in Passiria è
stato approvato dal Consiglio comunale nel mese di dicembre. La
Giunta provinciale ha condiviso il parere positivo della
Conferenza dei servizi e ha ora approvato il Piano, come
richiesto dal Consiglio comunale.
    Tutte le informazioni relative al piano delle zone di
pericolo sono disponibili sul sito web della Provincia sul
portale Pericoli naturali, dove è anche possibile trovare un
volantino informativo sintetico, redatto dall’Agenzia per la
Protezione civile, con tutte le informazioni più importanti.
   
   

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Fonte Ansa.it

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