
Oltre 3.000 persone assistite
nell’ambito della disabilità; più di 2.500 minori; oltre 4.000
adulti e 4.500 anziani per un numero complessivo di 15mila
famiglie. Se si aggiungono le persone senza fissa dimora e altri
si arriva a 20mila persone. Ma visto che assistere una persona
fragile vuol dire assistere l’intera sua famiglia, significa che
oltre la metà della città dipende dall’attività di assistenza.
Sono i numeri dell’assessorato alle Politiche sociali del Comune
di Trieste, guidato da Massimo Tognolli, che può contare su un
budget che a inizio 2026 sarà di 133 milioni, pari a un terzo
del bilancio comunale.
“Una cifra che fa di Trieste un’eccellenza nel settore e che
scaturisce da una storica sensibilità delle classi dirigenti per
ogni problema sociale”, spiega Tognolli. Eppure, nonostante tale
attenzione, tutti i trend di intervento sono in crescita. Ad
esempio sono quasi 800 i ragazzi e bambini che necessitano di
supporto scolastico ed extrascolastico, un ambito cui sono
destinati 7 milioni di euro. Il numero aumenta ogni anno di
circa il 5 per cento, pari a pochi ragazzi in più ma che in
termini finanziari “pesa” per 400 mila euro. Attraverso 240
educatori l’assessorato eroga 200mila ore di supporto ogni anno.
Il bilancio è composto, tra l’altro, da queste cifre: 30
milioni l’anno per i minori; 20 milioni per gli anziani; 30
milioni per la disabilità, cifra quest’ultima in progressivo
calo per il passaggio di alcune competenze ad Asugi.
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Fonte Ansa.it