
Lo scrittore francese Emmanuel
Carrère ha vinto, con il suo ultimo libro autobiografico ‘Kolkhoze’, il Prix Grand Continent, promosso dall’omonima
rivista internazionale di geopolitica. La premiazione si è
svolta oggi ai piedi del Cervino, a 3.883 metri di quota, in
Valle d’Aosta.
Tra le “nuove e inappellabili” ragioni di angosciarsi lo
scrittore ha parlato dell’intelligenza artificiale: “ci sta
divorando, ma non sappiamo ancora come né fino a che punto, è il
fenomeno più imprevedibile, quello che ci trascina verso
l’ignoto radicale”. A questo Carrère ha aggiunto “il disastro
ecologico ormai irreversibile”, la “crisi migratoria” e la “fine
della democrazia, la fine di tutti i nostri valori”.
“Come scrittore, – ha spiegato – questo è ciò che vorrei:
capire, capire un po’ meglio, e dare una parvenza di forma a ciò
che ho capito. Ritengo che sia il mio onore professionale
provarci, almeno provarci. Ci sono libri che mi aiutano,
pensatori e soprattutto narratori, perché credo nella narrazione
più che nell’argomentazione”.
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