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La Rsu del teatro La Fenice chiede un incontro a Zaia

La Rsu del Teatro La Fenice di Venezia ha inviato una richiesta di incontro al presidente del Veneto Luca Zaia, chiedendo di avviare un confronto sulla situazione creatasi dopo la nomina di Beatrice Venezi alla direzione musicale del teatro. L’incontro, richiesto “con carattere d’urgenza” servirebbe a permettere “una verifica congiunta sulla situazione venutasi a creare a seguito della nomina del Maestra Beatrice Venezi alla direzione Musicale-artistica del Teatro”.
    La Rsu, insieme alle segreterie regionali di Slc-Cgil, Fistel-Cisl, Uilcom-Uil e Fials-Cisal, sottolinea: “Riteniamo fondamentale che un’istituzione culturale di così alto prestigio possa continuare a operare in un clima di trasparenza, serenità e rispetto reciproco, elementi indispensabili per garantire la qualità e la continuità delle attività artistiche e produttive del Teatro”. Fonti di Palazzo Balbi, confermando l’arrivo della missiva, spiegano che si sta valutando la possibilità di un incontro in futuro.

   “Ci teniamo all’incontro con Zaia, la Regione Veneto è un ente che contribuisce al teatro e quindi un punto di riferimento. Visto che il sindaco, il nostro primo interlocutore a parte il Sovrintendente, non si dimostra assolutamente disposto a una qualche reale mediazione, allora ci rivolgiamo a un altro grado. Ci aspettiamo una mediazione da parte sua, non sappiamo di che tipo ma che possa ammorbidire un po’ i toni. Vogliamo continuare ad avere un alto livello lavorativo”, afferma Francesca Poropat, rsu Slc Cgil del Teatro La Fenice.

   La missiva è stata inviata anche all’assessore regionale alla Cultura Cristiano Corazzari. Intanto si avvicina la data della prima, il 20 novembre, e anche in quel caso non mancheranno le azioni di protesta. Pare escluso lo sciopero, che lo scorso anno fece saltare la prima dell’Otello di Verdi ma che viene visto come una extrema ratio che danneggerebbe il pubblico, mentre quest’anno si pensa a gesti simbolici: sono possibili volantinaggi e non si esclude che i maestri d’orchestra possano suonare in borghese invece che in frac. 

   

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Fonte Ansa.it

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