
Aumentano nel territorio udinese le
separazioni e le situazioni di conflittualità familiare, spesso
legate a fragilità personali, relazionali ed economiche. I
procedimenti giudiziali contenziosi, quelli in cui non si è
raggiunto un accordo tra le parti, sono stati 351 nel 2024 e già
302 nei primi dieci mesi del 2025; quelli congiunti – in cui la
separazione è consensuale – sono stati 692 nel 2024 e 537 finora
nel 2025.
I dati confermano una tendenza in crescita con riflessi che
superano la dimensione privata per incidere sull’intero tessuto
sociale; sono stati presentati oggi in Fondazione Friuli al
convegno “La giustizia consensuale per le famiglie. La
trasformazione del diritto di famiglia a cinquant’anni dalla
riforma” organizzato dall’Ordine degli Avvocati di Udine.
La negoziazione assistita è il principale strumento proposto,
considerato il più efficace, che consente alle coppie di
definire la separazione con l’assistenza legale, evitando il
ricorso al giudice e riducendo tempi e costi.
In questa prospettiva si inserisce anche il protocollo
d’intesa firmato dal Tribunale ordinario di Udine, dall’Ordine
degli Avvocati, dai nove ambiti territoriali sociali e dall’
Azienda sanitaria universitaria del Friuli Centrale, un modello
di collaborazione unico in Italia nato anche dopo l’introduzione
della riforma Cartabia per gestire in modo condiviso i
procedimenti familiari e tutelare i minori.
“La giustizia consensuale consente di ridefinire i rapporti
familiari e di trovare un nuovo equilibrio a favore dei figli”
ha detto Annamaria Antonini, presidente vicario del Tribunale di
Udine.
”La nostra intenzione – ha aggiunto Raffaella Sartori,
presidente dell’Ordine degli Avvocati di Udine – è promuovere
modelli di composizione del conflitto che valorizzino
l’autonomia delle parti e il mantenimento delle relazioni,
perché la giustizia possa diventare anche spazio di
ricostruzione e non solo di decisione”.
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Fonte Ansa.it