
Smart working di ritorno per
combattere lo spopolamento del Molise. L’idea arriva dalla Lega
che lancia l’iniziativa dedicata agli over 45 che lavorano fuori
regione. Negli ultimi 25 anni, infatti, il Molise ha perso più
di 30mila abitanti, passando da 320mila residenti agli attuali
289mila. Circa 50 dei 136 Comuni della regione hanno meno di
6.00 abitanti e solo 3 superano i 20mila (Campobasso, Termoli e
Isernia).
In questo contesto arriva la proposta della Lega che, con il
suo Dipartimento regionale Sicurezza e Immigrazione, avanza
l’idea di un progetto sperimentale pilota a valenza nazionale,
da sottoporre alla Funzione Pubblica e all’Aran (l’Agenzia per
la Rappresentanza Negoziale delle Pubbliche Amministrazioni) con
l’obiettivo di esplorare e incentivare il rientro in Molise dei
cittadini attualmente impiegati nella Pubblica Amministrazione
fuori regione, in particolare lavoratori over 45, attraverso
forme “flessibili e strutturate” di smart working.
Il progetto nel dettaglio prevede l’attivazione di un tavolo
tecnico interistituzionale che coinvolga Regione Molise, Istat,
Aran, Università del Molise, Dipartimento della Funzione
Pubblica. “Il Tavolo – spiegano i vertici locali della Lega –
avrà il compito di coordinare una ricognizione dei lavoratori
pubblici molisani over 45 oggi fuori regione; la raccolta delle
disponibilità al rientro tramite smart working; la definizione
dei criteri organizzativi, giuridici e tecnici per una
sperimentazione estesa a tutto il territorio regionale”.
La Lega propone la redazione di un regolamento quadro
regionale che disciplini le modalità della sperimentazione,
prevedendo anche incentivi fiscali e anche logistici come il
supporto abitativo, la connessione, spazi di lavoro condivisi, a
favore dei lavoratori che scelgono di tornare nel proprio
territorio d’origine. In parallelo, sarà promossa una campagna
informativa regionale chiamata ‘Torna nel tuo Molise’. “Il
ritorno di lavoratori over 45 nei territori molisani, oltre a
contrastare lo spopolamento – sottolinea Giovanni Muccio,
responsabile del Dipartimento Sicurezza e Immigrazione Lega
Molise – contribuirebbe in modo significativo anche alla
sicurezza delle comunità sempre più anziane: la presenza stabile
di familiari e adulti attivi rafforza le reti di cura informale,
garantisce assistenza tempestiva, sostiene la vigilanza
quotidiana e rafforza la coesione sociale nei borghi fragili. Il
Molise per la sua dimensione ridotta e le caratteristiche
demografiche, si presta idealmente ad accogliere un progetto
pilota nazionale”.
Riproduzione riservata © Copyright ANSA
Fonte Ansa.it