
Jonathan Milan ha vinto in volata la
17/a tappa del Tour, Bollene-Valence di 160, 4 km. Tadej Pogacar
ha conservato la maglia gialla di leader della classifica. Lo
sprinter friulano della Lidl Trek ha preceduto il belga della
Red Bull Jordi Meeus, secondo, e il danese Tobias Lund Andersen,
terzo.
Prima dello sprint conclusivo, subito dopo il triangolo
dell’ultimo chilometro, in mezzo al gruppo c’è stata una caduta
in cui è rimasto coinvolto Tim Merlier, finora il rivale più
insidioso per Milan nelle volate.
A digiuno di tappe al Tour dal 2019, ora il ciclismo italiano
a causa di Jonathan Milan rischia di fare indigestione. Il
velocista della Lidl Trek, maglia verde della ‘Grande Boucle’,
oggi è stato più forte anche della pioggia e sul traguardo di
Valenza ha conquistato una vittoria, la sua seconda in questo
giro e la n.24 della carriera su strada, che potrebbe risultare
molto preziosa per la voglia del gigante friulano di primeggiare
nella classifica a punti. Infatti Tadej Pogacar rimane una ‘minaccia’ anche in questo tipo di graduatoria e per tal motivo
Milan oggi non poteva lasciarsi sfuggire l’occasione di vincere,
per non compromettere le sue possibilità di verde finale.
Soprattutto perché l’ultima tappa di domenica sugli
Champs-Élysées a Parigi, tradizionalmente riservata ai
velocisti, potrebbe sfuggirgli visto che nel percorso è stata
inclusa la salita di Montmartre, da scalare tre volte nel
finale, che fu così selettiva in occasione della prova in linea
dell’Olimpiade vinta da Remco Evenepoel. Ma se a Parigi sarà
maglia verde, Milan ha promesso che si tingerà la barba di
questo stesso colore, motivo in più, nazionalismo a parte, per
fare il tifo per lui. Lo sprinter della Lidl Trek ha preceduto
il belga Meuus e il danese Lund Andersen, approfittando anche di
una caduta all’ultimo chilometro che ha coinvolto una parte del
gruppo, in cui sono rimasti coinvolti rivali insidiosi come
Merlier e Girmay. Ma probabilmente, visto il suo colpo di reni,
avrebbe vinto lo stesso, e il pedale azzurro può rallegrarsi
anche del quinto posto di Davide Ballerini, oggi particolarmente
attivo, e del sesto di Alberto Dainese. “Questa mattina lo avevo
detto – le parole di Milan dopo il suo secondo successo in
questo Tour -, ci tenevo davvero tanto a vincere questa tappa.
Sapevamo che avremmo potuto trovare la pioggia nel finale, ma
certo non così tanta. E confesso che ho avuto anche un po’ di
paura per le rotonde nel finale, c’è sempre il rischio di
scivolare. Ma c’è stato un grande lavoro dei ragazzi che hanno
controllato la gara alla perfezione, mi hanno aiutato a
rientrare quando mi sono staccato in salita, sono andati a
riprendere la fuga e mi hanno portato nella posizione migliore:
davvero eccezionali”. Poi un elogio particolare: “Stuyven ha
fatto un grandissimo sforzo per portarmi davanti e mettermi
nella posizione perfetta per lanciare la volata. Una grande
vittoria e un buon bottino di punti che mi permette di
guadagnare terreno in classifica su Pogacar”. E poi c’è la
promessa della barba verde, che gli viene ricordata. “È una
scommessa nata così, chiacchierando con i miei compagni e ora se
ne parla un po’ troppo – replica Milan . Ma è troppo presto per
parlarne, ci sono ancora tante tappe da affrontare, c’è tanta
fatica da fare per arrivare a Parigi e solo allora potremo
parlare di barba verde…”.
Riproduzione riservata © Copyright ANSA
Fonte Ansa.it