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Bimbo ritrovato, la famiglia esce dall’incubo: ‘Sono stati giorni difficili’

L’immagine del padre del bambino scomparso per 36 ore e ritrovato sulle colline di Latte di Ventimiglia (Imperia) che abbraccia il suo bambino non si potrà dimenticare. E non lo faranno i genitori di Allen, che da quel venerdì ha pianto tutte le sue lacrime. È stato un incubo che è finalmente svanito.

“Stavamo montando la tenda e tutto d’un tratto Allen non c’era più, ma adesso non me la sento di parlare, cercate di capire, vogliamo solo trovarlo”, aveva detto venerdì al telefono a una connazionale. Da quel momento è cominciato l’incubo per la famiglia di origini filippine residente a Torino che si trovava a Latte di Ventimiglia per concludere una breve vacanza.

“Stavo montando la tenda”: i sensi di colpa, la disperazione per non aver visto Allen saltellare su per la strada accanto al campeggio e sparire dietro alla pianta di oleandro devono aver ferito Bernardo all’inverosimile. Così, dopo la seconda notte di ricerche andate a vuoto, quando ha ricevuto la notizia del ritrovamento la sua gioia è esplosa. La prima ad arrivare è stata la mamma Barbara, che ha abbracciato il piccolo Allen senza più lasciarlo. Il padre Bernardo ha attraversato la folla senza poter tenere a freno l’emozione: “Grazie a tutti, è andata benissimo, molto. Grazie, vi ringrazio, grazie”. L’abbraccio veloce con alcuni dei soccorritori e poi via, sull’ambulanza, accanto a suo figlio.

La piccola folla che si era radunata nella piazzetta di Latte l’ha applaudito a lungo e lui non sapeva far altro che ringraziare chiunque incontrasse. Sì, “sono stati giorni tremendi, abbiamo avuto paura” ma ora “è finita, è andato tutto benissimo, è andata bene” e ancora un grazie, la testa che si china leggermente, il cellulare tra le mani e gli occhi sgranati di chi ha avuto una paura infinita. L’abbraccio con il sindaco di Ventimiglia Di Muro, l’abbraccio di due padri che sanno cosa si prova nei confronti di un figlio, ha infine sciolto la tensione prima di scappare via per salire sull’ambulanza che ha portato il piccolo Allen all’ospedale di Imperia.

Sollevata anche la comunità dei cattolici filippini di Torino, guidati da padre Charles Manlangit. Il sacerdote ieri aveva chiesto una preghiera per la coppia di coniugi e i loro figli: “Ora pregheremo insieme per il piccolo Allen e speriamo che tutto si concluda nel migliore dei modi”. E così è stato.

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Fonte Ansa.it

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