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Simonetti, impianto di Biometano a Ponte Caldaro non si fa

“L’impianto a Ponte Caldaro non si
farà e ancora una volta il Movimento 5 stelle ha fatto la
differenza. Oggi è una giornata importante per il nostro
territorio e per tutti i cittadini che hanno a cuore l’ambiente
e la salute delle nostre comunità”: lo afferma in una sua nota
Luca Simonetti, presidente del gruppo consiliare Movimento 5
stelle nell’Assemblea legislativa dell’Umbria.
    “La Regione Umbria, con una decisione che salutiamo con
grande favore e soddisfazione – spiega – ha negato
l’Autorizzazione unica richiesta dalla società Metanar Srl. per
realizzare un impianto di biometano in località Ponte Caldaro,
nel comune di Narni. Come Movimento 5 stelle e come parte
integrante della maggioranza regionale, esprimiamo la nostra
piena approvazione per questo esito, frutto di un percorso
amministrativo rigoroso e di un’attenta valutazione delle
criticità presentate dal progetto”.
    “La determinazione dirigenziale 5265 del 22/05/2025 pone
fine a un procedimento – prosegue il consigliere- che destava
preoccupazione, confermando che la tutela del nostro paesaggio,
delle nostre acque e della qualità dell’aria è una priorità
assoluta. L’approvazione all’unanimità da parte del Consiglio
regionale lo scorso mese di gennaio dell’atto presentato dal
Movimento 5 stelle e condiviso con tutta la maggioranza aveva
rappresentato un importante gesto di sensibilità verso comitati,
associazioni e cittadini impegnati nella tutela dell’ambiente,
del patrimonio storico-paesaggistico e delle attività economiche
locali. La mozione impegnava la Giunta regionale a valutare ogni
iniziativa utile alla salvaguardia e alla tutela dell’ambiente,
del patrimonio agroalimentare e storico-culturale, e a
promuovere un modello di sviluppo che tenesse conto degli
impatti e dei rischi ambientali legati alla realizzazione di
impianti di questa natura. La decisione di negare il
procedimento di Autorizzazione unica, al termine di un iter
procedurale rigoroso e basato sulla documentazione e sulle
valutazioni tecniche e normative acquisite, ha tenuto conto dei
vincoli specifici di salvaguardia idrologica intensiva e di
tutela della permeabilità. Non siamo contrari a prescindere agli
impianti, ma siamo contrari alle modalità noncuranti del
territorio e in questo caso alle oltre 170 mila tonnellate di
reflui zootecnici e altri sottoprodotti che avrebbero
significato un danno enorme per l’area”.
    “La voce dei cittadini è stata ascoltata – conclude – e anche
quella dei Comuni di Narni e San Gemini che avevano espresso
parere negativo, rappresentando il legittimo interesse e le
preoccupazioni delle comunità direttamente interessate
dall’impianto. Una vittoria del buon senso e della tutela del
nostro patrimonio naturale e paesaggistico”.
   

Riproduzione riservata © Copyright ANSA

Fonte Ansa.it

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