
Parte la stagione 2025 del ‘Giardino della Flora Appenninica’ (Gfa) di Capracotta
(Isernia), uno dei giardini botanici più alti d’Italia, situato
a oltre 1.500 metri di altitudine. Fondato nel 1963 su impulso
dell’ecologo Valerio Giacomini, è gestito da un Consorzio
costituto dal Comune di Capracotta, Università del Molise e
Regione Molise.
Il sito rappresenta un prezioso scrigno di biodiversità,
ricco di habitat naturali e specie vegetali rare e minacciate,
oltre che una testimonianza d’eccezione della straordinaria
varietà dell’ecosistema montano appenninico. Con una superficie
di circa 10 ettari, non è solo un’oasi naturale di pregio e rara
bellezza, spiega l’Unimol, ma anche un centro attivo di ricerca
scientifica, educazione ambientale e turismo sostenibile.
Collaborando con l’Università del Molise e altre istituzioni
di scientifiche, il Gfa promuove studi sulla flora autoctona, la
conservazione genetica delle specie e il monitoraggio dei
cambiamenti climatici. In tale contesto si inserisce il ruolo di
Unimol che, soprattutto nel campo didattico-scientifico e di
ricerca, contribuisce allo sviluppo di progetti condivisi anche
con tessuto istituzionale territoriale.
Riproduzione riservata © Copyright ANSA
Fonte Ansa.it