
”Che cosa resta della memoria, di
quello che abbiamo vissuto?” Cerca di rispondere a questa
domanda cruciale il percorso seguito a partire dagli anni
Settanta da Giancarla Frare tra pittura e opera grafica. Una
lunga ricerca delle tracce lasciate dalla storia e dall’
esperienza umana in cui è entrata anche la fotografia, altra
passione dell’ artista di origine veneta, con gli ”innesti” di
scatti in bianco e nero di reperti archeologici nelle sue grandi
opere astratte su carta, mix di forte suggestione che trasmette
un senso malinconico di sospensione di fronte allo scorrere del
tempo. A documentarla sono le cinquanta opere riunite fino al 5
maggio nel Casino dei Principi di Villa Torlonia, a Roma, nella
mostra antologica ”Abitare la distanza”, a cura di Antonella
Renzitti. Pittrice, disegnatrice e grafica, fotografa,
videomaker e poetessa, Giancarla Frare viene raccontata
attraverso i suoi cicli pittorici concepiti come filoni attorno
al tema della memoria, seguendo uno schema cronologico
rovesciato, dai lavori più recenti – molti inediti – alla
produzione giovanile. Una chiave interpretativa arriva anche dal
video dell’artista che rimanda all’ infanzia trascorsa nel
Castello dell’Ettore ad Apice, vicino a Benevento. Gli
interessi diversi hanno reso Giancarla Frare artista versatile,
studiando nella effervescenza culturale degli anni Settanta all’
Accademia di Belle Arti di Napoli pittura con Armando Di
Stefano, scultura con Umberto Mastroianni e Augusto Perez,
incisione con Bruno Starita, scenografia con Franco Mancini,
fotografia con Mimmo Jodice, storia dell’arte con Nicola Spinosa
e antropologia musicale con Roberto De Simone. ”La carta –
annota la curatrice – è il supporto scelto per imprimere una
pittura velocissima che conduce lo spettatore attraverso
desolati territori di pietra in cui non c’è spazio per il corpo
dell’uomo, comparso nel suo lavoro solo in rare occasioni. I
cicli giovanili chiariscono in modo come l’assenza dell’uomo sia
solo uno dei tanti depistaggi introdotti dall’artista
all’interno di una ricerca che prende in realtà spunto
dall’interesse per la cultura dell’uomo”.
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Fonte Ansa.it