
(ANSA) – FIRENZE, 18 GEN – Uno striscione con i volti, i nomi
e l’età delle persone condannate a morte dal regime iraniano è
stato appeso nel cortile di palazzo del Pegaso – Palazzo
Panciatichi, sede del Consiglio regionale della Toscana.
“Oggi dal Consiglio regionale della Toscana parte un
messaggio forte e condiviso da tutte le forze politiche – ha
detto il presidente dell’assemblea legislativa Antonio Mazzeo –
Non restiamo in silenzio. Quello che sta accadendo in Iran in
questo momento è drammatico. La Toscana è stata la prima Regione
al mondo nel 1786 ad abolire la pena di morte. Pensare che oggi
chi protesta per avere più diritti e più libertà viene
barbaramente ucciso, dà il segno che c’è ancora tanto da fare.
Questo striscione è un gesto simbolico per ribadire che non
vogliamo voltarci dall’altra parte, dobbiamo lavorare perché la
pena di morte sia eliminata da tutti i Paesi del mondo”.
Tra i presenti all’iniziativa anche Saeed, rappresentante del
movimento ‘Donna. Vita. Libertà’ che ha ricordato come i numeri
riportati dallo striscione nell’ultimo mese siano
drammaticamente aumentati. “Quattro condanne a morte sono state
eseguite ufficialmente – ha detto – Negli ultimi quattro mesi in
Iran sono state uccise 520 persone nelle manifestazioni e di
queste circa 70 erano minori. Inoltre almeno 20.000 persone sono
state arrestate e messe in carcere. Ad oggi il regime ha
condannato a morte 109 persone, anche solo per aver partecipato
alle manifestazioni, mentre nella zona sud-est dove vive la
minoranza beluchi, si parla di decine di impiccagioni non
documentate ufficialmente”. Saeed ha anche sottolineato come la
lotta nata in Iran dopo la morte di Mahsa Amini sia “unica e
rara nel Medio Oriente come dimensioni e durata e che essa abbia
dato speranza anche alle altre popolazioni oppresse come gli
afgani, i curdi e i siriani”. (ANSA).
Fonte Ansa.it