
(ANSA) – VENEZIA, 20 DIC – Scendono d’improvviso i contagi
Covids in Veneto, ma come si sa, il dato del lunedì mattina è
sempre illusorio. Perchè la domenica i tamponi subiscono sempre
una frenata. Sono comunque 2.304 i nuovi positivi in 24 ore,
numero lontanissimo dal report di 5.557 registrano solo venerdì.
Ma i conti veri si faranno domani. La regione è intanto
ufficialmente da oggi in zona gialla. L’ordinanza del
governatore Luca Zaia, come è noto, aveva però anticipato dallo
scorso weekend le misure più restrittive sul piano della
prevenzione: mascherine sempre obbligatorie all’aperto, e
frequenza dei tamponi ogni 4 giorni per medici e infermieri.
Provvedimento lodato da Nursing Up, il sindacato infermieri, che
ha lanciato un appello alla Conferenza Stato Regioni, affinché “tutte adottino gli stessi criteri, sia in tema di frequenza di
tamponi, che di che in tema di monitoraggio dei livelli
anticorpali al personale sanitario”.
Intanto fa discutere la proposta dell’assessorato alla
sanità del Lazio per rendere obbligatorio il vaccino, vista la
recrudescenza del virus con la variante Omicron. Proposta che
non convince il governatore Zaia. “Il ‘vero’ obbligo, inteso nel
senso autentico, è irrealizzabile in un Paese civile” dice il
presidente del Veneto. “Sarebbe più gradito, invece, – aggiunge
– sentirsi dire da chi lo propone come si traduce praticamente
quest”obbligo’; con le multe, come ha fatto la Germania, ? Ma
questo non significa vaccinare di più. Vorrei che mi fosse
spiegata qual è la modalità, perchè mi rifiuto di credere che in
un paese civile si possa accompagnare con la forza qualcuno a
fare l’inoculazione”.
Sul piano pratico poi, l’emergenza che le Regioni si trovano
ad affrontare è quello degli ospedali, con l’aumento dei
ricoverati Covid che va a paralizzare tutte le altre prestazioni
sanitarie. Il bollettino odierno da’ conto di questa
difficoltà. Con 61.404 (+1.243) soggetti attualmente positivi,
la situazione ospedaliera subisce un aumento dello stress: i
ricoverati nei reparti non critici sono 1.119 (+14), quelli in
terapia intensiva 167 (+8) .
Proprio questi numeri, secondo il Pd regionale, destano
allarme.”La situazione è grave – sostengono i Dem – Dall’ultima
riunione della cabina di regia sul monitoraggio della
pandemia,la nostra regione è l’unica considerata a rischio
sanitario alto. Ad oggi il 15% dei posti letto in terapia
intensiva è occupato, ma i conti sono fatti sul totale degli
attivabili nello scenario peggiore. Se contiamo esclusivamente i
560 previsti dalle schede la percentuale è oltre il 26%. Per
questo chiediamo cosa stia facendo la Regione per l’attivazione
dei restanti 500 in termini di personale, considerata la
situazione di stress già esistente”. (ANSA).
Fonte Ansa.it