
(ANSA) – SAVONA, 25 NOV – Sconfitta per 3 a 0 e ammenda di 50
euro con diffida. È questa la decisione del giudice sportivo nei
confronti del Cengio dopo la partita di Seconda Categoria
Plodio-Cengio di domenica scorsa. Il provvedimento arriva in
seguito ai presunti insulti razzisti denunciati dal Cengio nei
confronti del loro attaccante africano da parte del portiere del
Plodio. Al 33′ del primo tempo, sullo 0-0, gli ospiti per due
volte avevano ribadito all’arbitro l’intenzione di non voler
proseguire la gara a causa di insulti razzisti. Vista la
tensione in campo l’arbitro aveva sospeso la gara. Due le
versione dell’accaduto. Da una parte l’allenatore del Cengio,
Stefan Marian, che sosteneva di aver udito gli insulti razzisti.
Dall’altra il direttore sportivo del Plodio, Fabio Abate, che
invece aveva negato il fatto. Il giudice sportivo ha dato
ragione al Plodio. “Nonostante le proteste della panchina del
Cengio il direttore di gara non ha avuto alcuna percezione del
lamentato insulto discriminatorio”. Viene quindi comminata alla
società “la punizione sportiva della perdita della gara con il
punteggio di 0-3 e l’ammenda di 50 euro con diffida”.
Il Plodio ha così commentato. “Le bugie hanno le gambe corte e
questa le aveva cortissime…peccato solo che una società, fino
a domenica, amica, con cui abbiamo sempre avuto collaborazioni
proficue, con all’interno persone che stimavamo profondamente,
abbia deciso di diffamarci”. “Accettiamo la decisione, ma non
aggiungiamo altro”, il commento dei dirigenti del Cengio (ANSA).
Fonte Ansa.it