
(ANSA) – TORINO, 25 AGO – Caldo e la prolungata siccità
stanno impoverendo l’agricoltura, anche in Piemonte. Lo conferma
il monitoraggio condotto dalla Coldiretti sugli effetti
dell’estate rovente che ha causato danni di oltre un miliardo
nelle campagne favorendo anche il diffondersi degli insetti
dannosi per le coltivazioni, come la cimice asiatica.
In Piemonte i fiumi ed i torrenti hanno una portata ridotta tra
il 35% ed il 65% rispetto alle medie storiche degli anni
precedenti e negli ultimi giorni è calata di un ulteriore 20%
per mancanza di piogge. A patirne, soprattutto, il comparto
cerealicolo ed in futuro potrà esserci quello zootecnico, in
difficoltà per mancanza di foraggi.
“Con lo sconvolgimento climatico in atto si passa dal forte
maltempo con rovesci disastrosi a carattere di nubifragi e
trombe d’aria a periodi di siccità tanto che ora è a rischio il
40% della produzione estiva totale – evidenziano Roberto
Moncalvo,. presidente di Coldiretti Piemonte, e Bruno Rivarossa,
delegato confederale -. L’Italia- resta un Paese piovoso con
circa 300 miliardi di metri cubi d’acqua che cadono annualmente,
ma per le carenze infrastrutturali se ne trattiene solo l’11%.
Per risparmiare l’acqua, aumentare la capacità di irrigazione e
incrementare la disponibilità di cibo per le famiglie,
Coldiretti è pronta a mettere in atto un tavolo di lavoro su un
progetto concreto nel Recovery Plan per un intervento
strutturale reso necessario dai cambiamenti climatici,
caratterizzati dall’alternarsi di precipitazioni violente a
lunghi periodi di assenza di acqua, lungo tutto il territorio
nazionale. Il progetto – proseguono Moncalvo e Rivarossa – potrà
prevedere la realizzazione di una rete di piccoli invasi con
basso impatto paesaggistico e diffusi sul territorio,
privilegiando il completamento e il recupero di strutture già
presenti. L’idea – concludono Moncalvo e Rivarossa – è di
costruire, senza uso di cemento per ridurre l’impatto
l’ambientale, laghetti in equilibrio con i territori, che
conservano l’acqua per distribuirla in modo razionale ai
cittadini, all’industria e all’agricoltura, con una ricaduta
importante sull’ambiente e sull’occupazione”. (ANSA).
Fonte Ansa.it