
(ANSA) – PERUGIA, 24 MAR – Una riforma della disciplina delle
acque minerali dell’Umbria definita come “un cambiamento
radicale e netto” da Roberto Morroni. Il vicepresidente della
Regione Umbria, nonché assessore all’ambiente, ha illustrato in
videoconferenza la nuova legge regionale che modifica nel
dettaglio la disciplina della ricerca, coltivazione, utilizzo
delle acque minerali naturali, di sorgente e termali, ferma al
2008. Il disegno di legge della Giunta regionale è stato
approvato proprio ieri dall’Assemblea legislativa con voti della
maggioranza e con astensione di parte dell’opposizione.
E grazie a questa riforma, definita da Morroni come “l’atto più
rilevante di questa prima parte della legislatura”, la Regione
entra così, ha poi aggiunto, “in un quadro normativo avanzato e
moderno in tema di acque minerali”.
Sotto i riflettori – è stato spiegato – ci sono soprattutto “la
tutela della risorsa acqua e le ricadute sul territorio, che
saranno messe in luce ora in maniera più definita e puntuale”.
Il vicepresidente della Regione ha poi riassunto tutti i
passaggi “qualificanti e significati” della riforma. “La
concessione – ha spiegato – viene rilasciata con procedura di
evidenza pubblica e quindi non ci sono più gli istituti come il
rinnovo e la proroga. Abbiamo così reso la normativa uniforme
rispetto ai principi di concorrenza e trasparenza del mercato”.
Mentre in merito ai canoni di concessione, ha detto, “verranno
aggiornati attraverso l’adeguamento Istat” con un passaggio che
prenderà forma nel 2022. Per Morroni da tutto questo “occorre
garantire le condizioni perché vi siano le ricadute più ampie
per lo sviluppo del territorio” che per l’assessore all’ambiente “devono così tradursi in occasioni di lavoro ma anche come
effetto diffuso”. (ANSA).
Fonte Ansa.it