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Consorzio tutela vini Abruzzo, difendere doc e igt regionali

(ANSA) – ORTONA, 03 FEB – “Il nuovo decreto che il ministero
delle Politiche Agricole intende emanare per regolamentare
l’etichettatura dei vini presenta punti ancora ‘non chiari’ o
non sufficientemente espliciti, non solo per la tutela e
valorizzazione delle varietà̀ legate alle singole denominazioni,
ma anche per le implicazioni di presentazione e confezionamento
dei vini a denominazione”. E’ quanto afferma il presidente del
Consorzio Tutela Vini d’Abruzzo, Valentino Di Campli, in una
lettera all’Assessorato alle Politiche Agricole della Regione
Abruzzo per chiedere di lavorare insieme a un approfondimento
normativo al fine di procedere di pari passo nei rispettivi
tavoli istituzionali, vista la delicatezza della questione e
l’importanza strategica ed economica del patrimonio varietale
regionale, a partire dal Montepulciano per proseguire con
Pecorino, Passerina, Montonico e Cococciola.
    Il Consorzio vuole lavorare con le Istituzioni regionali per
mettere in evidenza, tra i punti critici del nuovo decreto, le
regole sull’etichettatura. Prendendo l’esempio della menzione “Montepulciano”, è previsto che il nome della varietà̀ possa
essere scritto in etichetta nei caratteri secondari, aspetto che
potrebbe indurre in confusione il consumatore nella scelta tra
la Doc “Montepulciano d’Abruzzo” e un vino doc o Igt di altre
regioni. “Per il Montepulciano – spiega Di Campli – sarà
necessario prevedere regole puntuali, tali per cui il nome
varietale non possa essere scritto vicino alle diciture che
riportano la denominazione e che abbia caratteri e dimensioni
evidenti. In questa direzione, se non sarà possibile impedire o
cambiare l’articolato in discussione, sarà quanto meno opportuno
prevedere per quali denominazioni Doc e Igt potrà̀ essere
utilizzato nell’elenco degli ingredienti presente nella
retro-etichetta il termine Montepulciano”.
    Per Di Campli, inoltre, è necessario introdurre principi
finalizzati a proteggere le varietà̀ autoctone a bacca bianca
Pecorino, Passerina, Cococciola e Montonico per le quali il
Consorzio chiede alla Regione di sostenere l’utilizzo esclusivo
per i vini e spumanti Doc e Igt abruzzesi (per pecorino e
passerina anche per quelle marchigiane). “Si tratta di una norma
fondamentale per i prossimi decenni per il mondo vitivinicolo
abruzzese – sottolinea il presidente – I nostri produttori da
anni investono su queste varietà autoctone. E’ opportuno che
questo grande lavoro sia tutelato e riconosciuto come patrimonio
della nostra regione”.
    La volontà del Consorzio è di continuare a tutelare il
patrimonio varietale della proposta enologica abruzzese, da
sempre valorizzata dallo stesso organo consortile che lavora in
sinergia con le tante aziende e cooperative abruzzesi che ne
fanno parte – in modo che possa continuare ad essere competitiva
sui mercati nazionale e internazionali. (ANSA).
   

Fonte Ansa.it

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