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Dalla Ue 2,4 milioni a Padova per cura malattie degenerative

Un contributo di 2,4 milioni di
euro è stato assegnato al progetto “Trem2Meds”, di un gruppo di
ricerca dell’Università di Padova, da parte dell’European
Innovation Council, la struttura creata dalla Commissione
europea per sostenere la commercializzazione di tecnologie ad
alto rischio e ad alto impatto nell’Unione europea.
    Trem2Meds, nato da precedenti grant Erc che la docente
padovana di Pediatria Alessandra Biffi si è aggiudicata negli
scorsi anni, vuole sfruttare una strategia terapeutica per la
cura di malattie neurodegenerative dell’infanzia, come nel caso
del farmaco Libmeldy al cui sviluppo Biffi si è dedicata per
oltre 15 anni, e per il trattamento della malattia di Alzheimer.
    Il progetto avrà durata di tre anni e ha lo scopo di
progredire dal livello attuale, cioè l’evidenza preclinica di
efficacia in modelli animali, a uno stadio di sviluppo avanzato
che possa creare le basi per l’avvio di una sperimentazione
clinica sull’uomo. Altro obiettivo del finanziamento è creare le
basi per la costituzione di una start up per facilitare le fasi
sperimentali cliniche.
    L’approccio terapeutico si basa sulla tecnologia della
terapia cellulare e genica, in particolare sull’utilizzo di
cellule staminali ematopoietiche e vettori lentivirali, con
l’obiettivo di creare una nuova popolazione di cellule
microgliali nel cervello dei pazienti che esprimano a livelli
elevati la molecola Trem2, considerata un rilevante target
terapeutico per la cura della malattia di Alzheimer. Il progetto
coinvolge nell’Ateneo patavino anche UniSmart e il docente
Angelo Antonini. Vede la partecipazione di Art-Tg, fondata dalla
francese Inserm, dedicata allo sviluppo del manufacturing di
farmaci alla base di terapie avanzate, e del Czech Centre for
Phenogenomics, realtà accademica capace di condurre studi di
sicurezza in modelli preclinici in condizioni compatibili con i
requisiti regolatori.
    “La novità – commenta Biffi – è legata da un lato alla
strategia terapeutica di per sé innovativa, con terapie
avanzate, farmaci innovativi e nuove strategie per raggiungere
il sistema nervoso centrale, ma anche alla genesi di questo
progetto, che nasce da un approccio sviluppato per il
trattamento di bambini con malattie genetiche rare e che oggi si
rivolge a patologie, come la malattia di Alzheimer,
caratterizzate da un grande impatto epidemiologico e sociale”.
   
   

Riproduzione riservata © Copyright ANSA

Fonte Ansa.it

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