
(ANSA) – VENEZIA, 09 APR – Com’era con i tamponi nella prima
fase della pandemia, sono invece i vaccini oggi il tema attorno
a cui gira tutta la strategia anti-Covid. “C’è qualcuno che non
vuole Astrazeneca ? Lo prendiamo noi” ha detto stamane il
governatore Luca Zaia, facendo il punto sull’assenza di fiale
che mette a rischio la programmazione della campagna vaccinale.
Al punto che anche un maxi-hub come il Palexpo di Marghera,
aperto tre giorni fa, è già stato chiuso – riaprirà a metà della
prossima settimana – perchè l’Ulss 3 di Venezia non ha scorte di
vaccini disponibili. “Mentre siamo già in grado di effettuare
5000/6000 vaccinazioni al giorno – ha spiegato il dg Edgardo
Contato – lunedì prossimo ci troveremo ad una disponibilità
uguale a zero; avremo due giorni di fermo; poi mercoledì
riceveremo le nuove forniture”. Ieri sono state 33.545 le dosi
somministrate in Veneto, che dall’inizio della campagna ne ha
inoculate complessivamente 1.098.408. Ma ad aver completato i
cicli sono 300.047 persone, il 6,1% della popolazione, mentre
tra gli over 80, il principale target, il 78,9% ha avuto almeno
una inoculazione.
Le previsioni a breve non sono buone: in regione non
arriveranno più di 150.000 dosi di antidoto nei prossimi sette
giorni. Tredicimila dosi di AstraZeneca, 126mila Pfizer, 14mila
J&J (con punto di domanda). “Noi dei vaccini abbiamo bisogno
come il pane” ha detto Zaia, che sulle consegne attese ha
aggiunto: “sono nozze con i fichi secchi visto che noi siamo
primi in Italia per le vaccinazioni. Non abbiamo materia prima
da inoculare, mentre abbiamo spazi per inoculazioni di massa”.
“Io non alzo la voce – ha proseguito Zaia – ho detto al Governo
che ci devono dire che forniture ci arrivano perchè per noi è
fondamentale: qui c’è una macchina da guerra schierata”.
Anche in Veneto ci sono critiche sulle somministrazioni
ricevute dalle persone classificate tra le categorie prioritarie
sotto la voce “Altro”: a sollevare il problema, con una
interrogazione in Regione, è stato il Pd, rilevando che nei
vaccinati ‘altri’ vi sono ben 322mila persone, contro i 348mila
over 80; l’incidenza degli utenti classificati come ‘Altro’ sul
totale dei vaccinati è del 29,41%, quarta in Italia. Zaia ha
sottolineato che il Veneto “non ha fatto vaccinazioni anomale”,
e che le indicazioni date sono state quelle di seguire i target
in base all’anzianità. La Regione fornirà tuttavia la specifica
delle categorie di popolazione comprese nella voce ‘altro’. Intanto, mentre le anticipazioni sulle nuove ordinanze del
Ministero della Salute confermano il Veneto in fascia ‘arancione’, i dati del bollettino Covid sono in miglioramento
rispetto agli ultimi giorni. I nuovi contagi sono sotto quota
1.000 (988), mentre resta alto il numero delle vittime in un
giorno, 38. Dati che aggiornano il totale degli infetti
dall’inizio dell’emergenza a 393.282, quello dei morti. In calo
deciso i ricoveri: sono 1886 i pazienti nei reparti non critici
(-61), 308 quelli in terapia intensiva (-13). (ANSA).
Fonte Ansa.it