
Il comune di Valpelline chiede
soluzioni alternative alla chiusura per oltre un anno delle due
gallerie di Sorreley e Signayes sul raccordo tra l’A5 e la
statale 27 del Gran San Bernardo. L’assemblea ha approvato
all’unanimità un ordine del giorno con cui si rivolge alla “Giunta regionale, anche in qualità di socio della società
concessionaria”. Le proposte riguardano l’installazione di
rilevatori del traffico autonomi rispetto alla Sav (da
installare sulla ss27 per monitorare, durante l’anno dei lavori,
i flussi di traffico); la promozione di un tavolo di confronto
permanente con enti locali, categorie economiche e soggetti
interessati che vada a tutelare le categorie a rischio di forte
penalizzazione a seguito della chiusura della variante e che
registri e analizzi i dati di passaggio relativi al periodo di
chiusura.
L’ordine del giorno sarà trasmesso alla Giunta, ai parlamentari
valdostani, alla Presidenza del Consiglio dei ministri e al
ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, affinché la
problematica sia valutata con la dovuta attenzione anche a
livello nazionale.
L’iniziativa “è condivisa con i colleghi dell’Unité des Communes
valdôtaines Grand-Combin per far sentire la voce del territorio
su un argomento così delicato”, spiega il sindaco di Valpelline
Maurizio Lanivi.
“I regolamenti dei consigli comunali non sono tutti uguali, –
aggiunge Gabriel Diémoz, presidente dell’Unité des Communes
valdôtaines Grand-Combin – per cui ci saranno amministrazioni
che presenteranno un ordine del giorno altre una delibera per
dare un segnale ai nostri cittadini che stiamo affrontando il
tema, e lo stiamo facendo con la Regione che si è subito mosso
dopo la riunione di lunedì e questo ci ha fatto piacere. Come
Unité nella riunione di martedì faremo una delibera in questo
senso. E’ un modo di rafforzare l’impegno che ci siamo presi e
di fare sentire la nostra voce, anche a livello istituzionale”.
Diémoz aggiunge: “E’ un cammino che stiamo facendo con la
Regione a tutela del territorio, siamo preoccupati per le
ricadute, e quindi se c’è uno spiraglio vorremmo che fosse
percorso. E ora, speriamo di trovare soluzioni e chiediamo che
vengano monitorati continuamente i flussi sulle nostre vallate e
le ricadute in termine di minori presenze o ripercussioni
negative sulle nostre imprese”.
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Fonte Ansa.it