
“Non si può morire di università. Contro un merito che ci uccide”. E’ lo striscione appeso fuori dalle aule dell’Università di Sassari dagli studenti dell’Udu per reagire, spiegano, “per reagire alla drammatica notizia della studentessa dello Iulm di Milano che si è tolta la vita all’interno dei locali dell’università, non sopportando di aver fallito, di non essere riuscita a passare degli esami”. Non solo. Gli iscritti all’Udu contestano anche la sospesione del servizio di ascolto e supporto psicologico e vanno in pressing per ripristinarlo.
“L’ateneo – denuncia Federico Piras, responsabile organizzazione e diritto allo studio dell’Udu – presta poca importanza al servizio, che è momentaneamente sospeso, ma anche quest’anno ha deciso di proseguire la collaborazione con la diocesi sassarese con incontri per studentesse e studenti in difficoltà, con la possibilità di ‘vivere il sacramento della confessione’. All’Università – conclude in modo polemico – vorremmo dire: non ci serve l’assoluzione, ci serve lo psicologo”.
Fonte Ansa.it