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Uccisa a botte: marito condannato all’ergastolo

(ANSA) – MILANO, 22 NOV – “Chiedo scusa per un gesto non
voluto, non ho mai pensato di uccidere mia moglie, le volevo
bene”. Ha chiesto scusa con queste parole, questa mattina,
Eugenio Zanoncelli, l’operaio di 57 anni accusato di aver
volontariamente ucciso sua moglie Morena Designati, 49 anni, dal
2015 affetta da sclerosi multipla, con un pugno e una
stampellata al volto nel salotto della villetta in via De Nicola
a Palazzo Pignano, in provincia di Cremona, la sera del 24
giugno di un anno fa. Ma la Corte d’Assise non gli ha creduto:
ha accolto la richiesta del pm, Milda Milli, e ha condannato
all’ergastolo Zanoncelli, il quale, dopo la lettura del
dispositivo della sentenza e prima di essere riportato in una
cella di Cà del Ferro, ha pianto davanti al suo avvocato Maria
Laura Quaini ,che aveva chiesto di riqualificare il fatto in
omicidio preterintenzionale.
    Zanoncelli dovrà risarcire con 5 mila euro suo fratello
Roberto, che dalla sera del 24 giugno, con la compagna, sta
crescendo il nipotino Andrea. E con 10 euro a testa l’anziana
mamma, i due fratelli e la sorella di Morena. Un risarcimento
simbolico chiesto dagli stessi familiari della vittima.
    Morena era una donna sola. Secondo l’accusa, ad isolarla sarebbe stato il marito.
    “Morena era totalmente indifesa ma si è attaccata alla vita
fin che ha potuto”, ha sottolineato il pm Milli. (ANSA).
   

Fonte Ansa.it

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