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Gdf scopre furbetti buoni spesa

(ANSA) – GENOVA, 23 APR – Per ottenere i buoni spesa covid
hanno dichiarato di non avere neppure i soldi per mangiare,
invece avevano risparmi, lavori come titolari di negozi o
dipendenti, famiglie meno numerose di quanto dichiarato. In 23
sono stati scoperti dagli uomini del Comando Provinciale della
Guardia di Finanza di Savona, nell’ambito dei controlli nei
confronti dei soggetti percettori dei “Bonus Spesa Covid-19”. I
23 si aggiungono ad altri 137 già individuati ad inizio anno
sempre in provincia di Savona. Anche loro avevano ottenuto
indebitamente il beneficio dichiarando di trovarsi in condizioni
di difficoltà economica di indigenza tali da non consentire nemmeno il minimale approvvigionamento di generi alimentari e di
prima necessità.
    Dall’esame di oltre 6 mila istanze acquisite dai finanzieri
delle Compagnie di Savona ed Albenga e dalle Tenenze di Finale
Ligure e Cairo Montenotte, presso diversi comuni, per un
ammontare che supera il milione di euro, sono emerse diverse
irregolarità. In un caso, un uomo ha omesso di dichiarare che la
propria moglie era titolare di un esercizio commerciale in
Alassio. Una donna, loro congiunta, ha invece omesso di
dichiarare di essere dipendente della medesima ditta
individuale. Una persona di Loano ha indicato un nucleo
familiare più numeroso rispetto a quello reale, ottenendo così
un contributo superiore a quello spettante. Quattro persone
residenti in Valbormida hanno invece omesso di dichiarare il possesso di depositi bancari/postali rispettivamente per 15 mila euro, 20 mila euro, 40 mila euro e 57 mila euro,
elementi che avrebbero impedito loro l’accesso al “bonus spesa”.
    Numerosi, poi, i casi in cui i richiedenti sono risultati già
beneficiari di reddito di cittadinanza o altre prestazioni
sociali agevolate erogate da Enti pubblici. A tutti è stata
contestata l’indebita percezione di erogazioni pubbliche, che
prevede una sanzione amministrativa da un minimo di € 5.164 ad
un massimo di € 25.822. I trasgressori sono stati inoltre
segnalati agli Enti Comunali erogatori, per il recupero delle
somme indebitamente percepite. (ANSA).
   

Fonte Ansa.it

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