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Gioia da serie A, a Frosinone la festa del riscatto

– FROSINONE, 02 MAG – Nonostante l’acqua Frosinone festeggia
fino all’alba la sua terza Serie A. Il ritorno nell’olimpo del
calcio nazionale è realtà alle 22.25 di un primo maggio bagnato
da una pioggia che non ha smesso di cadere tutto il giorno. Non
basta a fermare un’intero territorio. Che si riversa dagli
spalti al prato dello stadio Stirpe al terzo fischio
dell’arbitro Prontera: la Reggina è battuta 3-1, il vantaggio
sulle avversarie non può più essere colmato. Promozione diretta
e con tre turni d’anticipo.
    Non c’è solo la città di Frosinone su quel prato: c’è tutto
un territorio a suonare trombette e vuvuzelas, anche chi il
calcio non lo ha seguito mai. “Perché – come commenta con la
sciarpa gialloblù il sindaco Riccardo Mastrangeli – c’è un
orgoglio tutto ciociaro, questa squadra è stata in grado di
sviluppare una cultura del riscatto che sta portando alla
valorizzazione del territorio partendo dallo sport”.
    È una squadra di underdog quella che conquista la Serie A. Lo
racconta la famiglia con la bandiera rumena sventolata insieme a
quella del Frosinone su Via Aldo Moro: “Boloca è nato qui in
Italia ma è figlio di due rumeni, veniva dalla D e ora finisce
in serie A ed è stato chiamato allo stage della nazionale. Con
lui hanno vinto quelli come noi che sono venuti qui dalla
Romania anni fa”.
    Te lo spiegano quelli che fanno i cortei ed i caroselli sotto
l’acqua: uno indossa la maglietta di Roberto Insigne “È la sua
ma non me l’ha data oggi”, la bacia e ti spiega “lo adoro perché
tutti lo sottovalutavano, dicevano che giocava solo per il
cognome del fratello”. Il campo ha detto che non è così. Giurano
che “si è commosso quando ha ricevuto la telefonata da Toronto e
Lorenzo (il fratello famoso), gli ha fatto i complimenti”.
    In giro a festeggiare ci sono i genitori di Cotali, uno che
si era visto la squadra fallire sotto gli occhi: dalle ceneri
del Chievo lo ha preso il Ds Angelozzi e ora da Brescia papà e
mamma gridano e saltano tra i ciociari che per 25 settimane
hanno visto la loro squadra in testa alla classifica.
   

Fonte Ansa.it

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