
Un pomeriggio scandito da telefonate,
minacce e richieste di denaro e degenerato con un sequestro in
una cantina alla periferia di Roma. È lo scenario ricostruito
dai Falchi della polizia e dagli investigatori del VI Distretto
Casilino, che, al termine di un intervento lampo, hanno
arrestato quattro persone.
Tutto ha avuto inizio quando un cittadino tunisino si è
presentato negli uffici di polizia denunciando il sequestro del
fratello. Pochi minuti prima, una voce al telefono gli aveva
imposto come ultimatum un riscatto di oltre 4000 euro per
riaverlo indietro vivo. La richiesta estorsiva era stata
accompagnata da ripetute chiamate sempre più insistenti. Sotto
la guida degli investigatori, la vittima ha mantenuto il
contatto con i sequestratori. Quando il fratello della vittima è arrivato al punto
d’incontro due uomini si sono avvicinati mentre i complici – un
uomo e una donna – monitoravano attentamente la scena a
distanza. Così è scattato il blitz durante il quale la donna ha
provato ad impugnare una pistola con matricola abrasa, nascosta
dalla cintura e pronta a far fuoco. il ‘veterano’ della banda,
messo alle strette, ha indicato la cantina dov’era detenuta la
vittima. All’interno sono stati trovati due giovani tunisini, in
evidente stato di shock e provati da ore di violenze e minacce.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, le vittime
erano state prelevate con la forza da un’abitazione nella zona
di Ponte Lungo, sotto la minaccia di una pistola e di un
coltello, per poi essere caricate su un’auto e portate nella
cantina. Qui, sarebbero state picchiate e intimidite mentre i
sequestratori pretendevano denaro, accusandole di un presunto
furto. Al termine dell’operazione, per i quattro sono scattate
le manette. La donna dovrà rispondere anche del reato di porto
di arma clandestina. Tutti gli arresti sono stati
successivamente convalidati dall’autorità giudiziaria.
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Fonte Ansa.it