
(di Mauretta Capuano) Vince il superfavorito Andrea Bajani
con 194 voti per ‘L’anniversario ‘(Feltrinelli) il Premio Strega
2025 (anche se sul tabellone per la fretta era stato scritto il
numero sbagliato di 187 voti), una serata finale dopo una
vigilia di tensioni tra gli organizzatori e il governo che pensa
al trasloco a Cinecittà per il principale premio letterario
italiano nel 2026, anniversario degli 80 anni. “Sono ventidue
anni che pubblico libri. Gratitudine a quelli che hanno creduto
in me, i lettori, gli editori. Quest’anno sono i 60 anni della
Feltrinelli che ha creduto in me” ha detto Bajani, emozionato
bevendo dalla bottiglia del liquore Strega. “La letteratura è
contraddire la versione ufficiale” ha aggiunto lo scrittore in
abito minimal.
La serata del 3 luglio, in cui spicca l’assenza del ministro
della Cultura Alessandro Giuli per impegni istituzionali a
Berlino, “potrebbe essere l’ultima serata finale del Premio
Strega al Ninfeo di Villa Giulia a Roma. Per l’anno prossimo –
spiegano fonti del Collegio Romano – il ministero della Cultura
si riserva di offrire alla Fondazione Bellonci la sede di
Cinecittà”. Già vincitore del Premio Strega Giovani 2025 e già finalista
al Premio Strega e Campiello nel 2021 con Il libro delle case
(Feltrinelli), Bajani mette a nudo ne L’anniversario, tra
romanzo e autofiction, i micidiali intrecci di una famiglia
opprimente con un doppio passo: “da un lato il racconto
dell’inferno domestico, dall’altro il distacco di chi pensa ‘di
tutto questo posso dire la mia versione’. L’idea della fuga sta
sempre dentro l’idea della colpa” dice Bajani. Sulla premiazione al Ninfeo del Museo etrusco di Villa Giulia
a Roma hanno pesato anche gli strascichi delle polemiche della
vigilia tra gli organizzatori e Giuli che aveva sottolineato “di
non aver ricevuto nessun libro” e aveva ironizzato: “da Amico
della Domenica sono diventato nemico della Domenica” facendo
riferimento alla giuria del premio. Ma il direttore della
Fondazione Bellonci, Stefano Petrocchi, prima della diretta su
Rai3, condotta da Pino Strabioli, ha rassicurato: “Oggi abbiamo
mandato i libri dei finalisti al ministro Giuli e da Berlino ha
ringraziato tramite il suo ufficio”. Presente il presidente della Commissione Cultura della Camera
e Responsabile Nazionale cultura e innovazione di Fratelli
d’Italia, Federico Mollicone che dice: “il Premio Strega è una
festa alta e popolare. Qui c’è tutto il sistema editoriale che
deve essere sostenuto e rafforzato. Con il ministro Giuli e con
il Parlamento abbiamo stanziato 44 milioni per aiutare la
filiera editoriale e aprire nuove librerie per giovani,
soprattutto dove non ci sono”. Le votazioni hanno riservato una sorpresa: nella sfida per il
secondo posto ha prevalso Elisabetta Rasy con 133 voti per ‘Perduto è questo mare’ (Rizzoli) in cui a tenere la scena sono
un padre sognatore e un grande amico e scrittore, Raffaele La
Capria. Mentre Nadia Terranova, per la seconda volta finalista
allo Strega, si è dovuta accontentare del terzo posto per ‘Quello che so di te’ (Guanda), 117 voti, in cui indaga sulla
bisnonna Venera che ha vissuto l’esperienza del manicomio per 11
giorni nel 1928. Quarto Paolo Nori, con ‘Chiudo la porta e urlo’
(Mondadori), 103 voti, in cui le poesie di Raffaello Baldini
diventano racconto e non molto distante al quinto posto (erano
ex aequo in cinquina) l’anestesista esordiente Michele Ruol con Inventario di quel che resta dopo che la foresta brucia
(TerraRossa), 99 voti, in cui racconta il lutto entrando
nell’intimità dei personaggi attraverso le impronte lasciate
sugli oggetti. Ventagli ai tavoli nella serata bollente al Ninfeo che ha
visto Filippi Timi in cinque momenti teatralizzati presi dagli
incipit dei libri finalisti, accompagnato da due musicisti d’eccezione, Roberto Angelini e Rodrigo D’Erasmo, e Anna
Foglietta in un assolo in cui ha ricordato Pasolini a 50 anni
dalla morte e il tema che unisce i cinque libri, la famiglia,
concluso con un appello alla “Palestina libera”. E ancora
un’intervista ad Anna Foa, vincitrice del Premio Strega
Saggistica con Il suicidio di Israele (Laterza). Al tavolo
Rizzoli, Dacia Maraini, contraria al trasferimento a Cinecittà
del premio. “Il Ninfeo ha una tradizione importantissima, non va
cambiata. Qui c’è una grande comunità letteraria. Era bello che
venisse il ministro”. Mentre Elisabetta Rasy commenta: “come il
Ninfeo anche Cinecittà è un posto bellissimo. Perché farsi
concorrenza, si potrebbe fare un po’ e un po'”. Donatella Di
Pietrantonio sottolinea che “la decisione spetta alla Fondazione
Bellonci”. Il totale dei voti espressi è 646, pari al 92% degli aventi
diritto.
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Fonte Ansa.it