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Usb, Flex condannata alla reintegra dei lavoratori somministrati

Il giudice del lavoro del
Tribunale di Trieste “ha riscontrato la sussistenza del rapporto
di lavoro a tempo indeterminato con Flex, non più con l’agenzia
di somministrazione,” dei lavoratori somministrati, “ordinando
la reintegra dei ricorrenti, risarcendo il danno e condannando
l’azienda alle spese di giudizio”.
    Lo annuncia in una nota l’Usb Trieste.
    Il riferimento è ai lavoratori somministrati che, “dopo
l’ultima crisi aziendale” nello stabilimento triestino, ricorda
l’Usb, “sono stati allontanati con la chiusura del contratto di
fornitura di manodopera con le agenzie di somministrazione”: “più di 70 rapporti di lavoro” cancellati “con un colpo di
spugna”.
    L’Usb aveva quindi promosso dei ricorsi e con la decisione
del Tribunale di Trieste, sostiene il sindacato di base, sono
stati “cancellati oltre 20 anni di soprusi”. Si tratta di “lavoratori somministrati con anzianità fino a 13 anni. Precari
da una vita, hanno iniziato il loro calvario in Alcatel Lucent
ma Flex, dopo aver acquisito lo stabilimento di Trieste, non ha
mai inteso porre rimedio a questa situazione”.
    Per l’Usb si tratta di “una sentenza che speriamo farà
riflettere chi ha fatto della flessibilità (cioè il precariato)
il leitmotiv della propria azione imprenditoriale e di chi
accompagna sindacalmente le aziende in meccanismi sempre più
intensi di sfruttamento e ricattabilità”.
   

Riproduzione riservata © Copyright ANSA

Fonte Ansa.it

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